Il male, lo sconforto, la rinascita Marianna racconta la sua battaglia

Nel suo libro la figlia di Mauro Corona parla della lotta contro il tumore “Fiorire tra le rocce” vuole dare forza a chi affronta la stessa salita 

la storia



“Fiorire tra le rocce - La via dell’equilibrio quando la vita si fa ripida” potrebbe essere etichettato da alcuni semplicisticamente come “il libro della figlia di Mauro Corona”, dandone però una lettura superficiale: si tratta, in realtà, della personale storia di Marianna, della sua crescita, della sua malattia e della sua rinascita, scritta e raccontata per Giunti editore, che nelle ultime pagine si trasforma in un compendio propedeutico allo yoga e alla riflessione.

Esordisce così nelle librerie Marianna Corona, ertana di nascita, per 20 anni dipendente del “Parco Naturale delle Dolomiti Friulane” e insegnante di yoga, nonché figlia del ben noto Mauro, che ha curato prefazione e disegni all’interno dell’opera: inevitabile che lui occupi un ruolo importante nella storia, quello di un padre fuori dagli schemi per certi aspetti, ma premuroso e affettuoso come tanti altri.

A fare da cornice alla pagine, è l’ambiente puro della montagna friulana: Erto e le sue falesie, Claut, Cimolais, il monte Duranno sono tutti luoghi dell’infanzia e della vita di Marianna, posti ricchi di natura e di storia, dove sono ancora vivi il ricordo e il dolore della tragedia del Vajont. E il libro incomincia proprio da Erto, nelle celebri falesie per arrampicare: fra le tante vie di roccia, ce n’è una che si chiama “Mari’s Bad Rock Day” dedicata proprio a Marianna, a celebrare il suo blocco durante la creazione della via. Di lì a poco, la vita le riserverà un’altra montagna da scalare, la malattia: un tumore che la costringerà all’agonizzante routine degli ospedali. Prima l’intervento chirurgico, poi la chemioterapia e le sue dure conseguenze, il su e giù dal Cro di Aviano saranno tutte tappe della grande vetta che Marianna dovrà scalare, fra sconforto e difficoltà emotive. Ad aiutarla sarà lo yoga, una pratica che, con il suo respiro e i suoi movimenti, la porterà a sentirsi meglio con il suo corpo e con se stessa, tanto da decidere di diventare insegnante della disciplina.

Scrivere di sé non è facile, ma ancor più difficile è raccontare una malattia e a Marianna Corona va dato atto del grande coraggio, con cui descrive ciò che ha passato e, soprattutto, della grande dignità che la faceva ripartire ogni giorno da ciò che restava di lei. La sofferenza fisica era accompagnata da quella interiore, dallo sconforto e dalla desolazione di essere nata in un corpo ammalato. Lentamente, non solo comincia a guarire, ma a rinascere, a riprendersi la sua vita e a ritrovare il suo equilibrio.

«Fiorire fra la rocce è arte difficile», scrive nella prefazione il papà Mauro, ma non è impossibile: la storia di Marianna si può considerare un incredibile esempio di rinascita, una storia straordinariamente ordinaria, che può essere d’ispirazione per tantissime persone che scoprono il buio della malattia, con la convinzione che c’è sempre un barlume di speranza e che si possa rifiorire, seguendo il cuore e la natura. —



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