Anche il teatro si sposta all’aperto nella nuova stagione del Css

“La forma delle nuvole” ospiterà il pubblico nel verde del Palamostre

UDINE. Oltre una decina, per una trentina e più di repliche, tra spettacoli e laboratori, le proposte del Css per i prossimi mesi di maggio e giugno, per una ripartenza responsabile e sicura, ma soprattutto con un rinnovato sguardo sul teatro e le sue ragioni dopo questi mesi di forzata chiusura.

Un programma, presentato nel corso di un incontro pubblico al Palamostre di Udine, nel segno di quel percorso di radicale rinnovamento che il Css ha intrapreso già un anno fa, percorso volto a incontrare il pubblico nei luoghi della città e nelle urgenze scaturite dai diversi scenari di questo anno difficile.

«“Contatto 365 Blossoms/Fioriture”– è stato sottolineato ieri – ha generato un itinerario necessario e condiviso, animato da un tenace spirito di resilienza e dal desiderio vivissimo di rifondare la nostra socialità, con creatività, cura, spirito innovativo, sensibilità sostenibile e una fondamentale responsabilità a interpretare i nuovi, grandi cambiamenti che il mondo contemporaneo di trova a fronteggiare e che chiede di percorrere».

Questi in sintesi gli intenti e lo spirito dei diversi eventi in calendario, che si svolgeranno solo in parte negli spazi sin qui deputati all’accadimento teatrale, Palamostre e Teatro San Giorgio, per raggiungere gli spettatori nei luoghi di una quotidianità che invece il teatro può e deve oggi stimolare a rileggere e ripensare.

E veniamo agli spettacoli, a cominciare dalle tre produzioni del Css, frutto di prestigiose collaborazioni, sospese per mesi e adesso finalmente in presenza. Si tratta di una creazione dei catalani de El Conde de Torrefiel, “Se respira en el jardín como en un bosque” (8-9 maggio e 11-12 giugno, teatro San Giorgio); dello spettacolo itinerante “Mondo novo” (4-5-6 giugno),una creazione coreografica di Virginio Sieni che vedrà protagonisti anche cittadini udinesi.

E, terza proposta targata Css “Gli altri” (12 giugno, Palamostre) un progetto di teatro partecipato diretto da Rita Maffei con 22 cittadini ispirato alla vasta opera del Premio Nobel Peter Handke.

Il 14 giugno prenderà il via un nuovo Laboratorio di teatro partecipato aperto a tutti e diretto da Rita Maffei, nell’ambito del progetto “D’Ante Litteram - Dante nostro contemporaneo” ideato dal Css e riconosciuto fra i 100 progetti italiani patrocinati dal Comitato nazionale per la Celebrazione dei 700 anni, il cui esito spettacolare si potrà vedere il prossimo autunno.

Accompagnano queste novità, 4 dispositivi scenici per piccoli gruppi di spettatori, ideali per una ripartenza rassicurante e in sicurezza: a partire da “We are still watching” (7-8 maggio Palamostre), uno spettacolo creato dagli stessi spettatori su un copione e sotto la guida della regista croata Ivana Müller, affiancato il 7 e 8 maggio (ma anche il 10, il 14 e il 28 giugno) nell’area verde davanti al Palamostre, il racconto ambientalista di “Cluodscapes - La forma delle nuvole” di Lorna Rees, interpretato da Roberta Colacino.

Ancora danza con “Danze per Laura Pante(14-15 maggio e 17-18-19 giugno e 24-25 giugno, San Giorgio) del coreografo francese Jérôme Bel ispirata alla biografia della perfomer italiana Laura Pante. Inoltre nuove location cittadine per lo spettacolo “Vania in città”(19 e 21 maggio al “Papa” Posto anomalo per l’arte, a Paparotti), ispirato al testo omonimo di Cechov, per la regia di Rita Maffei.

Infine due produzioni per i più piccoli: “La bella addormentata nel bosco” di Fabrizio Pallara (11 giugno, San Giorgio) e “Il Minotauro” di Roberto Anglisani (11 agosto, San Giorgio).

Da segnalare infine il piccolo “coupe du theatre” che ha aperto l’incontro di ieri e che significativamente e gioiosamente evidenzia la agognata riapertura dei teatri e la fine, speriamo sia davvero fine!, del teatro in streaming e online.

Dapprima presenti in seduta zoom su di un grande schermo, i cinque responsabili della direzione artistica del Css, si sono poi materializzati sul palcoscenico, come in un copione di Pirandello o nel bel film di Woody Allen “La rosa purpurea del Cairo”, sbucando magicamente dallo schermo. —
 

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