Quando il giovane generale Napoleone Bonaparte arrivò in Friuli

UDINE. Del condottiero duro e audace, primo console e imperatore fattosi leggenda, Napoleone Bonaparte (di cui ricorrono oggi i 200 anni dalla morte), sogno o incubo secondo i punti di vista, abile costruttore delle proprie e altrui fortune e sventure, ecco le principali tappe in Friuli e non solo.

Giova intanto ricordare che per nove anni dal 1806, oltre 20 mila coscritti friulani – su una popolazione di circa 350 mila anime – lo servono in armi.

Appena ventiseienne, a capo dell’armata francese nella campagna d’Italia contro gli austriaci, il promettente generale Bonaparte vi arriva per la prima volta il 14 marzo 1797: giunto da Conegliano, pernotta a Sacile nel palazzo Flangini Biglia.

Il giorno dopo è a Pordenone ospite dei conti Cattaneo in contrada maggiore. Il 16 marzo, quando è ingaggiata la battaglia del Tagliamento, fa base nel castello di Valvasone, come giorno e notte successivi quando redige la relazione da spedire a Parigi.

Dal 18 al 20, dopo aver guidato l’avanzata, raggiunge la fortezza di Palmanova prendendo alloggio in casa Della Savia di borgo Udine.

Con lo spostamento seguente è prima a Gradisca (dai baroni de Fin Patuna) poi, dal 21 al 26 marzo, nel palazzo de Grazia a Gorizia, città il cui benvenuto è a finestre e porte tutte chiuse.

Spostandosi, rimane in Austria un mese. Dal 24 aprile, fissati i preliminari di pace nella stiriana Leoben, visita Trieste (dimora nel palazzo Brigido) e torna a Palmanova, ancora in casa Della Savia.

Lì, in un turbinoso incontro, affronta gli emissari del senato veneziano.

Vi abita fino al 5 maggio, giorni nei quali – curiosamente proprio nella piazzaforte baluardo difensivo della Repubblica dogale – dichiara ultimatum e guerra alla moribonda Serenissima sancendone la fine. Lascia quindi il territorio.

Bonaparte, facendo una sosta a Pordenone, riappare in Friuli e a Udine dalla fine di agosto. Trascorre 56 notti a villa Manin di Passariano, raggiunto da Josephine de Beauharnais sua fresca sposa.

Il 17 ottobre firma il controverso trattato di Campoformido. Il 22 e 23 ottobre, pernotta prima nel palazzo patriarcale a Udine, poi in casa dei nobili Simonetti di Gemona.

Il 24, dopo rassegne militari a Osoppo e San Daniele, si spinge nuovamente a Pordenone.

Napoleone rivedrà il Friuli da imperatore un decennio dopo, prima e unica volta in quella veste. Il 9 dicembre 1807, a quasi due anni dalla pace di Presburgo, con la quale il Veneto (quindi il Friuli, entro il limite dell’Isonzo) era stato dato al regno Italico, egli è ancora a Palmanova dopo essere passato per Sacile e Pordenone.

Occupa il palazzo del Ragionato. L’indomani e l’11 s’insedia a palazzo Antonini a Udine. Quindi, il 12, si porta ancora una volta a Osoppo dove ispeziona i lavori al forte. Toccate Dignano, Spilimbergo e Pordenone, lascia infine il Friuli per sempre.

In poche stagioni, com’è noto, avrebbe vissuto il sommo di grandezza e gloria, ma trovandosi presto sull’orlo di molti precipizi sempre più profondi. Fino a quelli fatali di Waterloo e Sant’Elena. —


 

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