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Tornano le grandi mostre: si inaugura “Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo”

UDINE. Finalmente una mostra su Giovanni da Udine nella città dove è nato. Non era mai stata fatta prima. Questo è l’orgoglio con cui si dà notizia che si inaugura in Castello “Zuan da Udene Furlano. Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487-1561)”, a cura di Liliana Cargnelutti e Caterina Furlan.

È un raffinato progetto che accorpa e svela nel dettaglio l’abilità poliedrica dell’eclettico artista, al fianco di Raffaello e Michelangelo nella colta Roma papale del Cinquecento.

Nella sede delle Gallerie d’Arte Antica è stato allestito un percorso espositivo che accorpa stampe, dipinti, disegni, e racconta luoghi e architetture come la Farnesina, le Logge Vaticane, o Villa Madama in cui Giovanni da Udine ha magnificamente operato.

E ci sono le lettere: due autografe dedicate a Michelangelo, in cui l’artista chiede lumi sul lavoro della cupola della Sacrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze. Ma quello che davvero quasi commuove è l’abilità di Giovanni da Udine nel ritrarre animali e cose naturali, che lo rendono un ritrattista di nature morte ante-litteram.

La perfezione del disegno dal vero di un pipistrello, o un ramarro, o ad esempio delle noccioline, meritano una visita in questi spazi, dove la mostra resterà allestita tre mesi esatti: dal 12 giugno al 12 settembre.

In conferenza stampa, in Sala Ajace, dove giovedì 10 giugno l’esposizione è stata presentata dal sindaco Pietro Fontanini, dall’assessore comunale alla cultura Fabrizio Cigolot, e in collegamento online dall’assessore regionale Tiziana Gibelli, in un incontro moderato dal conservatore delle Gallerie d’Arte Antica Vania Gransinigh, le parole raccolte dimostrano innanzitutto il lavoro progettuale di squadra dei Civici Musei, e la complessità scientifica di un lavoro come questo, dove la parte architettonica non può rivelarsi certo attraverso le riproduzioni fotografiche.

Ecco perché, disegni, stampe e documenti acquistano un valore fondamentale. Ricostruiscono il contesto storico in cui l’artista è vissuto, ripristinano la verità sulle relazioni che Giovanni da Udine aveva al tempo.

A guardare gli inediti che arrivano da Londra, e precisamente dalla Cortauld Gallery, come i tre fogli con diversi tipi di animali scoperti dalla giovane e brava studiosa romana Cecilia Ruggeri, a metà tra l’acquerello e la tempera, ci si stupisce ancora della sua sensibile arte “di contraffare benissimo tutte le cose naturali” come scrive Vasari nel 1568 nella biografia a lui dedicata.

In mostra due cinciallegre provenienti dagli Uffizi dialogano con il ramarro di una collezione privata americana, come un “parrocchetto dal collare” proveniente da Stoccolma saluta nella stessa stanza il capolavoro: delle nocciole dipinte che arrivano da Brno, la cui attribuzione a Giovanni da Udine è generalmente accolta dalla critica.

Questo è solo uno spunto per condividere l’importanza di una mostra eccezionale, che riporta la verità su Giovanni da Udine e aggiorna il contributo scientifico su una complessa figura di artista-architetto-pittore-decoratore-restauratore, ma soprattutto inventore di uno stile, e dello “stucco bianco”, ci riferiamo alle Logge Vaticane, oppure al talento delle grottesche, o la magnificenza dei festoni di fiori e frutta della Farnesina.

Il catalogo, curatissimo, è edito da Forum. Tutte le info si trovano sul sito dei Civici Musei. La prenotazione alla visita è consigliata (0432 1272591), ed è obbligatoria durante il weekend. La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Friuli e di Amga Hera. —
 

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