Tosca avvia “Morabeza”: «La musica è quella cosa che ti fa vivere meglio»

A Cervignano prima tappa del nuovo tour della cantante. «Dopo il lockdown è ora di tornare agli affetti naturali» 

CERVIGNANO. Un’artista raffinata, una prima nazionale e tanta voglia di normalità. Appesa sul ricco frigorifero degli eventi di questa estate friulana c’è anche la ricetta preparata da Euritmica, che stasera accoglierà sul palco del Parco Europa Unita di Cervignano la grande musica di Tosca. Un evento speciale, inserito nel cartellone del Teatro Pasolini, che è anche la prima tappa del tour “Morabeza”, l’ennesima grande sorpresa dell’intramontabile artista romana (inizio alle 21).

Cosa si prova a ritornare sul palco?


«Sono molto contenta, ma allo stesso tempo non sorpresa, l’anno scorso ho comunque fatto moltissimi concerti. Lo prendo più come un passo verso il ritorno alla normalità». Ma è ancora vivo il ricordo del video di “Ho amato tutto” girato da Ferzan Özpetek in quel teatro desolatamente vuoto. «In un certo senso ha avuto un che di premonitore. È stato un momento difficile e che ci deve far riflettere. Quando si presentano degli ostacoli, se in qualche modo li si riesce a valutare, possono diventare delle opportunità. E credo che la vita ci abbia dato una grande opportunità, tremenda certo, ma che al tempo stesso ci lascia dei messaggi chiari.

Che il pianeta bisogna rispettarlo, che la società dell’apparenza porta a una corsa folle che non ci aiuta a vivere di ciò di cui la vita necessita, di semplicità. Oggi l’umanità è davvero divisa in due, chi viaggia seduto a poppa e chi a prua. C’è chi guarda a ciò che ha lasciato e chi, nonostante stia lasciando, sta andando verso un nuovo mondo. E in questo momento sono allibita dalla voglia di normalità che ci circonda. Nel mio campo, ad esempio, siamo sommersi dai tormentoni».

Si parla molto di ripartenza. Che ruolo può avere la musica?

«La musica deve essere rivalorizzata, riascoltata, e non consumata. Ecco cosa intendo quando parlo di tormentoni. Si è partiti subito col consumo e non con l’alimentazione della gente che è stata per un anno e mezzo chiusa e ora deve rinutrirsi. La mia convinzione è di tornare agli effetti naturali, non a quelli speciali, e quindi a qualcosa di più semplice, ma più profondo, e nutrirsi, perché la musica alla fine è qualcosa che ti fa vivere meglio».

Se la musica è cibo per l’anima, cosa porterà in tavola Tosca stasera?

«Quello che ho fatto e che faccio continuamente, questo viaggio attraverso la musica. Ci sarà molto di “Morabeza”, alcune sorprese legate a un nuovo repertorio e questo viaggio che continua e che scaturisce anche dal documentario che ho realizzato tre anni fa e che mi ha portato a conoscere tante altre etnie. Insomma, visto che si sta ricominciando a viaggiare, io lascio che lo spettatore si lasci andare e viaggi con me attraverso la musica». 
 

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