Vicino/Lontano torna in presenza: settanta incontri e duecento ospiti per narrare le “distanze” post Covid

Gli appuntamenti dal 1 al 4 luglio. In Castello a Udine la consegna del Premio Terzani allo scrittore Magnason

UDINE. «Distanze è la parola chiave che Vicino/Lontano sceglie quest’anno per collocarsi sulla linea di frattura tra “il prima” e “il dopo” la pandemia, per ricomporre e capire, ascoltare e riflettere insieme». Con queste parole, la presidente di Vicino/Lontano, Paola Colombo ha presentato ieri i temi della diciassettesima del festival in programma a Udine da giovedì 1° a domenica 4 luglio, nuovamente in presenza, dopo i quattro dialoghi magistrali di Vicino/Lontano On con Peter Frankopan, Elena Catteno, Maaza Mengiste e Dimitra Andritsou.

«Un’edizione online che – ha approfondito Colombo – che è riuscita a raddoppiare il suo pubblico, obiettivo raggiunto solo dal 7% dei festival, così come appurato dalla ricerca “Effetto Festival” dell’Università Bocconi di Milano».

Oltre 70 gli appuntamenti, gratuiti, su prenotazione, tra confronti, incontri, concerti, mostre e proiezioni – che coinvolgeranno quasi 200 ospiti dal mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dello spettacolo e dell’informazione, fra gli altri Floridi, Caracciolo, Ginzburg, Ferraris, Fois, Niola, Scarpari, Spinelli, Zerocalcare, Mannocchi, Lodesani, Romenzi, Camilli, Esposito, Robustelli, Cataldi, Lalović, Barca, Zuppi, Di Cesare, Cipolletta, Mingardi, Miorelli, Schiavulli, Caffo, Doğan, Lasta, Sinibaldi.

«Ricominciamo in grande – il commento dell’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli –la riapertura del festival è fondamentale sia per i soggetti produttori di cultura sia per i fruitori, in un momento di particolare imbarbarimento culturale come questo che stiamo vivendo».

Un’edizione che torna nei luoghi della città di Udine, quali la Chiesa di san Francesco, L’Oratorio del Cristo e la Loggia del Lionello a cui si aggiunge il Piazzale del Castello di Udine (per la consegna del Terzani) come annunciato dall’assessore alla cultura del comune di Udine, Fabrizio Cigolot che ha confermato il pieno supporto e la collaborazione del comune.

«Distanziamento sociale è stato l’ossimoro del nostro quotidiano recente – ha spiegato l’antropologo Nicola Gasbarro a cui il festival deve la supervisione scientifica – ma anche il paradosso dell’uso e dell’abuso delle distanze individuali e sociali. Mettere a distanza è stato il fondamento di una società costretta a rinunciare ai valori della comunità in nome delle urgenze dell’immunità; se tutti non vediamo l’ora di uscire da questo stato d’eccezione, ci sono certamente buone ragioni sociali e politiche che ci costringono ad una riflessione. Ed è ciò che vogliamo fare, a partire dalla necessità di abitare le (e nelle) distanze per (ri)dare un ordine alla vita e un orizzonte di futuro al pensiero».

Il tema della salvaguardia del pianeta trova piena espansione domenica 4, alle 21, con la serata per la consegna del Premio Terzani, allo scrittore, poeta e attivista ambientale islandese Andri Snær Magnason, autore de Il tempo e l’acqua (Iperborea, traduzione di Silvia Cosimini), premiato da Angela Terzani Staude, presidente di Giuria del Premio, e intervistato da Marino Sinibaldi.

Seguirà l’esecuzione dello Stabat Mater del compositore Valter Sivilotti, una riscrittura della preghiera medievale attribuita a Jacopone da Todi per la voce recitante di Moni Ovadia, che intreccerà le parole con la musica, dando spazio alla prosa poetica di Erri De Luca e alle parole struggenti di Pier Paolo Pasolini. In scena, diretti dal maestro Sivilotti, il gruppo vocale femminile ArteVoce Ensemble, l’Accademia Giovanile del Coro Fvg e i solisti dell’Accademia musicale Naonis, soprano solista Franca Drioli.

Il Festival è curato da Paola Colombo e Franca Rigoni ed è organizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli. 

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