Contenuto riservato agli abbonati

Quella cerimonia dentro la Basilica: l’Aquileia film festival ricorda il milite ignoto, ospite Paolo Mieli

AQUILEIA. Aquileia dedica alla storia del milite ignoto, nel suo centenario, l’apertura – martedì 27 luglio – della 12ª edizione dell’Aquileia film festival e proietta in prima nazionale “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto”, nella versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli, a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca nazionale del Centro sperimentale di cinematografia di Roma.

Sono passati cento anni da quel 28 ottobre 1921 in cui Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso al fronte, fa la drammatica scelta: sceglie, tra le undici bare con le salme di soldati non identificati, quella del milite ignoto. La cerimonia si tenne all’interno della Basilica di Aquileia e il feretro verrà poi caricato su un convoglio speciale, specialissimo, con meta Roma, dove verrà tumulato il 4 novembre al Vittoriano.

Ospite d’onore per la serata Paolo Mieli, giornalista, divulgatore e storico, che converserà con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, al termine della proiezione.

Si partirà dai temi del film per approdare al suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.

Nel suo libro lei affronta un tema scomodo: quello, da parte degli storici, di imbattersi in un eccesso di memoria. Cominciamo dalla vicenda del milite ignoto.

«È una storia eccezionale e dolorosa quella di Maria Bergamas – spiega Mieli –, che deve riconoscere tra le undici bare quella simbolica di un figlio come il suo che per non combattere con gli austriaci si arruola e muore nelle file italiane. Il viaggio in treno del Milite Ignoto fu accolto con commozione e sentimento patrio in ogni stazione.

Una testimonianza straordinaria. Io sostengo che la storia vera si può fare solo con una pausa “obliante”, non con i codici del presente. Ci deve essere un distacco per comprendere che il passato ha una sua complessità che si articola autonomamente. Non fa bene ricercare nel passato gli antenati del bene, tout court. Nella fattispecie i fatti del 1921 che culminarono nella traslazione della salma del milite ignoto da Aquileia a Roma hanno determinate caratteristiche che vanno ricercate in alcune evidenze».

Una su tutte?

«Ad esempio fu l’ultima volta che l’Italia fu unita. Non dimentichiamo che un anno dopo, ci sarà la marcia su Roma, ma già in quell’estate, nel 1921, erano avvenuti i cosiddetti “fatti di Sarzana”, dove c’era stato un grande scontro tra i fascisti e le sinistre, anche se in quell’occasione gli ufficiali furono neutrali.

E in quell’estate ci fu, a sorpresa, un atto di pacificazione tra Mussolini e i socialisti, in seguito al quale gran parte dei suoi lo sconfessarono e si rivolsero a D’Annunzio perché prendesse lui le redini del movimento rivoluzionario. Poi Mussolini riprese la guida del movimento, e questo lo racconto perché quello fu un momento in cui le cose potevano ancora cambiare, potevano ancora mettersi per il verso giusto, mentre invece poi si arrivò al 1922.

E così, la cerimonia patriottica della traslazione della salma del milite ignoto a Roma il 4 novembre, va letta dopo questi fatti. Fu l’ultimo ricordo di un episodio pacificatore prima del Ventennio della dittatura».

Pochi conoscono i fatti di Sarzana. E la funzione dell’oblio?

«L’oblio serve quando si depositano le cose del passato, perché sei più distante, e le puoi guardare nella loro complessità. Mi spiego. Come ho detto, dai fatti di Sarzana nel luglio 1921 al viaggio della salma del Milite Ignoto a Roma la storia poteva andare diversamente, ma la classe dirigente non seppe cogliere il significato di ciò che stava accadendo».

Il tema del milite ignoto, questa sera vivrà anche sull’emozione che susciterà la lettura da parte dell’attrice Sonia Bergamasco della lettera che il figlio scrisse dal fronte alla madre. L’attrice è presente in questi giorni ad Aquileia per le riprese del docu-film “La scelta di Maria” diretto da Francesco Miccichè, che la vede protagonista insieme a Cesare Bocci e Alessio Vassallo.

Il film che andrà in onda il 4 Novembre in prima serata su Rai 3, ripercorre attraverso ricostruzioni filmiche e repertori d’epoca la vicenda storica del milite ignoto, attraverso gli aspetti umani dei protagonisti.

La proiezione sarà accompagnata da musica dal vivo. Suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali: sono coloro che hanno realizzato la nuova colonna sonora del film, in occasione del restauro della pellicola. —


 

Video del giorno

Faccia a faccia tra il direttore Massimo Giannini e Carlo Petrini sul futuro del cibo e la sostenibilità

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi