I bambini e la speranza conquistano la giuria del Premio Latisana

Vittoria ex aequo per Lana Bastašić e Paolo Malaguti. Storie di adolescenti e del mondo analizzato dai loro occhi

LATISANA. Hanno vinto Lejla, Sara e Ganbeto e con loro tutti gli occhi dei bambini, il loro sguardo sul mondo, il coraggio sorprendente, la curiosità incontaminata e la fiducia inattaccabile di fronte a una realtà che muta o reca ferite.

Sono stati due i vincitori della 28ª edizione del Premio Letterario Internazionale Latisana per il Nord Est, diretto e organizzato dall’associazione Bottega Errante, per il quale hanno concorso 65 opere. Ex aequo tra “Afferra il coniglio” (Nutrimenti) di Lana Bastašić e “Se l’acqua ride” (Einaudi) di Paolo Malaguti.

Questo il verdetto della giuria, composta da Cristina Benussi (presidente), Valentina Berengo, Angelo Floramo, Daniela Lizzi, Antonella Sbuelz, Pietro Spirito e Luigi Zannini.


I vincitori sono stati proclamati al teatro Odeon di Latisana in una serata presentata dal conduttore radiofonico Matteo Caccia, affiancato dalla giornalista e conduttrice Marta Perego e dall’attrice Roberta Mattei.

Il vicesindaco Angelo Valvason e l’assessore alla Cultura Daniela Lizzi hanno introdotto la premiazione mentre il consigliere regionale Mauro Di Bert ha portato i saluti del presidente Piero Mauro Zanin sottolineando la tenacia e la professionalità che hanno dato valenza internazionale a un premio sempre più ambito.

L’attenzione al territorio, la capacità di guardare oltre ed entrare nella prospettiva dell’altro sono le peculiarità della 28ª edizione, evidenziate da Cristina Benussi.

Al centro delle opere vincitrici l’infanzia come prospettiva da cui guardare il mondo, la lingua come operazione della memoria, suono e senso del territorio e di sé, e il bisogno di rapportarsi con il passato per conoscersi, di recuperarlo o salvarlo o lasciarlo andare.

Lana Bastašić, ringraziando il Premio Latisana per il Nord Est che le ha permesso di diffondere le voci delle donne bosniache, ha condiviso il riconoscimento con la traduttrice del suo romanzo d’esordio Elisa Copetti.

«C’è una generazione di giovani autori prevalentemente di area balcanica che lavora su innovative forme di narrazione, in grado di rappresentare contraddizioni e aporie della nuova Europa» – recita la motivazione della giuria – Lana Bastašić appartiene a questa schiera di narratori figli della guerra, e la storia “on the road” dell’amicizia tra Sara e Lejla si fa lucida metafora di una condizione di straniamento che, a partire da una dolorosa memoria, è capace di rappresentare buona parte della società contemporanea».

«Provo gioia ed emozione per un riconoscimento che è tappa di un percorso iniziato proprio a Latisana con la menzione ricevuta nel 2010 per l’esordio» ha commentato Paolo Malaguti ricevendo il premio con la seguente motivazione: «Un romanzo di formazione che, attraverso gli occhi di Ganbeto, adolescente che negli anni ’60, imbarcato sul burchio, si misura con la fatica e il tempo lento del mestiere di famiglia, penetra il territorio restituendolo attraverso le gole, gli anfratti e le piane della sua propria lingua, in un pastiche che arricchisce l’italiano di immagini a cui già il solo suono del dialetto riconduce».

Nel raccontare «un universo concluso schiudendolo ai più» e creando continua «immedesimazione tra protagonista e lettore, Malaguti dimostra l’universalità dell’esperienza».

Nella terna finalista ancora un romanzo che indugia sull’infanzia, “I bambini di Svevia” (Garzanti) di Romina Casagrande. Due le segnalazioni: “Flashover. Incendio a Venezia” di Giorgio Falco (Einaudi) e “Fiamme nere” di Marij Čuk (Mladika). Vincitore Premio Territorio Coop alleanza 3.0 “La felicità degli altri” (La Nave di Teseo) di Carmen Pellegrino. 
 

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