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Pordenonelegge, il leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi presenta il suo nuovo libro al Teatro Verdi

PORDENONE. Quanto è lungo il tempo di un lento? La risposta è in questo caso duplice, perché un lento può durare pochi minuti ma anche una vita intera. E, a volte, persino molte vite. Quelle di Luca, di suo papà Gennaro, di sua mamma Luisa, e poi di Maria Giulia: lei, la ragazza che tutti ne abbiamo una nella nostra vita, quella che ti fa conoscere l’amore, quella per cui fai le prime follie, quella che ti scrive dentro qualcosa che non si cancellerà mai.

Conosciuto come cantautore e leader del gruppo rock italiano dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi qui dismette i panni della rockstar e si trasforma in scrittore, e se un cantastorie di solito fa pendere l’ago della sua ispirazione verso il canto, lui stavolta decide di farlo pendere verso le storie.

E non solo: anche la Storia, perché questo romanzo ci porta dritti dritti dagli anni’80 quasi ai giorni nostri, mescolando gli ultimi strascichi della stagione delle stragi ai ricordi nostalgici delle note di Miles Davis, delle cassettine musicali, delle feste delle medie dove tutti, appunto, aspettavano solo il momento del lento.

Un evento in particolare segna il centro gravitazionale di tutta la storia, ed è l’attentato al rapido 904 del 23 dicembre 1984, dove persero la vita 16 persone e ne rimasero ferite 267: dopo quel treno, dopo quel giorno, niente sarà più lo stesso per i protagonisti del romanzo.

Per Luca, ragazzino timido e impacciato, alle prese con il primo grande amore e la passione per la musica; per Maria Giulia, ragazzina ribelle e sfrontata che scappa da una famiglia che non la vede; e per i genitori di Luca, più di tutti. In questa trama di eventi che sa di Italia di provincia e ha il colore delle Fiat 127, ecco che a un certo punto si innesta il sogno americano, la Grande mela, New York, partire da sotto zero per arrivare in cima ai suoi grattacieli, coi loro locali e le loro star.

E, fra, tutte lui: il grande Miles Davis, di cui Sangiorgi riporta una frase che detta il tempo, rigorosamente jazz, a tutta la storia: “Non esistono note sbagliate”. E infatti è fatto di jazz, questo romanzo di Giuliano Sangiorgi, perché si muove su tempi diversi, sincopati, coi suoi frequentissimi a capo, gli assoli improvvisi e lirici, in un suono che non sai cos’è e che quindi, come dice Alessandro Baricco in Novecento: “Quando non sai cos’è, allora è jazz! ”.

Verrà a presentarlo a Pordenone, Giuliano Sangiorgi, questo romanzo, nella più bella cornice possibile per un ospite di pordenonelegge, cioè il Teatro Verdi: ci sarà mercoledì 15 settembre, alle 21, e ci racconterà forse di dov’era quando l’idea di questa storia gli è venuta, e dei suoi ricordi legati all’Italia anni ’80 che ha messo così bene su pagina, e di quanta musica ci sia nel suo raccontare storie, o forse di quanto raccontare storie sia per lui la musica.

Di sicuro sarebbe bello se ci raccontasse, proprio lui che ha una voce così inconfondibile, una di quelle che ti bastano zero secondi per capire che c’è una sua canzone in radio, a come si fa a creare la stessa voce inconfondibile quando hai a disposizione solo i tasti di un pc e una pagina bianca.

Perché a pordenonelegge è anche questo che si va a fare: fare un viaggio nel luogo stesso dove nasce la scrittura. Che con la sua magia non dura solo il tempo di un lento ma che, come in questo romanzo, ti porta in un’altra dimensione: per far scorrere, più lento, il tempo. —

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