Un viaggio a due voci tra musica e prosa rievoca come fu scelto il soldato senza nome

Lo spettacolo “Il figlio ritrovato” al Teatrone di Udine venerdì 29. L'evento nasce dalla sinergia tra Forze armate e istituzioni

C’era il senso di riconoscenza in quei fiori gettati sul feretro. C’era il riconoscersi in una Patria in quella corsa alle stazioni dei treni di gente arrivata da ogni dove.

C’era un sentimento di devozione a chi aveva dato la sua vita per la Nazione nell’inginocchiarsi davanti al treno che, partito da Aquileia il 29 ottobre 1921, stava portando a Roma la Salma del Milite ignoto per essere tumulata al Vittoriano il 4 novembre.

Un viaggio attraverso 5 regioni e 120 stazioni entrato nella storia d’Italia che, dopo 100 anni, si continua a ricordare.

E Udine, città che dal 13 al 18 ottobre 1921 ospitò nella chiesa di Santa Maria di Castello sette delle undici salme che poi furono portate ad Aquileia (per la scelta di quella che poi sarebbe dovuta essere tumulata a Roma) per consentire alla popolazione di rendere loro omaggio, si prepara a ricordare questa ricorrenza con un evento-spettacolo “Il figlio ritrovato, Milite ignoto, la scelta” che sarà messo in scena dal gruppo teatrale “Il Canovaccio” venerdì 29 ottobre alle 20.45 al Teatro nuovo Giovanni da Udine (regia di Antonello Pagotto, acting coach Alice Pagotto).

Un viaggio storico, tra musica e prosa accompagnato da un’orchestra di fiati delle Forze operative Nord con 44 componenti provenienti dalle Brigate di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, “Ariete” e paracadutisti “Folgore” di Livorno diretta dal sergente Cosimo Taurisano.

La memoria, oggi, «serve più per guardare al futuro che al passato, per recuperare il senso etico di appartenenza popolare, quello che allora, attraverso un umile soldato scelto per rappresentare il sacrificio dei caduti in guerra, aveva determinato un profondo legame tra popolo e le istituzioni e di cui oggi nell'uscire dalla catastrofe del Covidabbiamo più bisogno che mai» ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Fvg Piero Mauro Zanin ieri alla conferenza di presentazione dello spettacolo.

Perché il viaggio che compì la salma del Milite ignoto – con la straordinaria mobilitazione popolare che ne conseguì – assume una dimensione simbolica importante.

Accorrere a omaggiare quel soldato senza nome né volto «rappresentava una redenzione del Paese, di cui tutti si sentivano parte, attraverso il ringraziamento del sacrificio». Un viaggio, dunque, che rappresenta un «grande percorso di riunificazione dell’Italia» ha sottolineato il vice comandante del Comando forze operative Nord, il generale di divisione Ugo Cillo.

Il figlio ritrovato è un atto unico (che sarà gratuito con prenotazione obbligatorio e Green pass)basato sui monologhi del tenente Augusto Tognasso (interpretato da Remo Stella), componente della commissione incaricata di individuare le salme non identificabili dei soldati, tra le quali ne sarebbe stata poi scelta una in rappresentanza degli oltre 600 mila italiani, caduti nella Grande Guerra, e di Maria Bergamas (Anna Moro), popolana di Gradisca d’Isonzo, che rappresenta tutte le madri italiane che avevano perso un figlio durante la guerra, incaricata della scelta della salma che sarebbe stata tumulata a Roma.

Un viaggio «che ti coinvolge personalmente e che ha un aspetto intimo, umano, molto profondo» ha poi rimarcato l’assessore alla Cultura di Udine Fabrizio Cigolot che, rimarcando il legame tra Udine e il Milite ignoto (nella commissione incaricata di individuare le salme in vista della scelta c’era anche l'allora sindaco di Udine) ha annunciato una serie di iniziative proprio in occasione del centenario. «Tutta la comunità del Fvg ha ricordato Zanin - è coinvolta nel ricordo di questo sacrificio pubblico per il bene comune: un esempio che ci deve far riflettere».


 

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