Folisi: «Fu un momento irripetibile di Patria condivisa»

In un libro dello storico friulano da venerdì 29 in abbinamento con il Messaggero Veneto la storia del viaggio delle spoglie dalla Basilica di Aquileia a Roma

Fu un momento di «Patria condivisa» il viaggio del Milite ignoto. Un momento «di grande partecipazione popolare». Nata da motivazioni forti «perché in ogni famiglia italiana i lutti e la guerra erano ancora presenti ed era trascorso poco tempo dalla fine del conflitto. Un peso che si sentiva ancora e che aveva portato a questa partecipazione spontanea». Lo descrive così Enrico Folisi, docente universitario, storico e scrittore, il viaggio del soldato senza nome dalla Basilica di Aquileia alla capitale. Un viaggio – così come ha scritto nel suo libro “Dal milite ignoto alla marcia su Roma. Ottobre 2021-Ottobre 2022. Un percorso per immagini” (Gaspari Editore) che a partire da venerdì 29 ottobre sarà venduto in abbinamento al Messaggero Veneto al costo di 13.80 euro, «importante da ricordare a 100 anni di distanza».

Perché «rappresenta l’apoteosi di quello che è stata la Grande guerra per gli italiani» e al tempo stesso dopo la tumulazione al Vittoriano, costituisce l’avvio «del rito funebre dello Stato liberale che in un anno, dall’ottobre 1921 all’ottobre 1922 muore con l’affermazione del Fascismo sancita dalla marcia su Roma e poi dal successivo discorso in Parlamento, il 16 novembre, di Benito Mussolini in cui farà capire che le libertà democratiche sono in mano sua e che ormai le cose sono cambiate. E questa sarà la lapide sullo Stato liberale».


Quel momento di esaltazione della Patria condivisa che aveva accompagnato il viaggio del Milite ignoto «purtroppo durerà molto poco perché il 7 novembre, tre giorni dopo la tumulazione della salma del soldato senza nome al Vittoriano, proprio a Roma si svolge il congresso del movimento dei Fasci di combattimento che si trasforma nel partito nazionale fascista e si registrano due morti negli scontri».

Quel riconoscimento di un’unica Patria che aveva animato la popolazione spingendola ad accorrere nelle stazioni dei treni per salutare la salma del Milite ignoto «sarà trasformata dal fascismo in una retorica nazionale, che poggia le basi su questo moto spontaneo e che fa scomparire sotto terra le fondamenta dello Stato liberale. Basi che riaffioreranno dopo la Liberazione al momento della costruzione della Repubblica».

Importante ricordare, dunque, il viaggio del Milite ignoto, inserendolo però nel contesto storico in cui è avvenuto. «Pensare che una partecipazione simile, una nuova idea di Patria condivisa possa rivivere oggi – conclude Folisi – lo vedo molto difficile dal momento che mancano le motivazioni forti che c’erano allora, se pensiamo che neanche il Covid ha mai suscitato una risposta di questo tipo». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Video del giorno

Valanga sulla pista da sci in Val d'Aosta, gravissimo un addetto alla sicurezza

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi