La stazione di Casarsa diventa la casa del pensiero di Pasolini



«Non so veramente spiegare il mio amore per il treno» scrive Pasolini ricordando il primo viaggio nello scompartimento di legno con la madre verso Casarsa quando non aveva nemmeno 3 anni. Con lei, 25 anni dopo, il 28 gennaio del ’50, lasciò il Friuli. «Era ancora notte quando arrivò il treno per Roma» ricorda Nico Naldini che accompagnò Susanna e Pier Paolo alla stazione. «Madre e figlio si tenevano stretti». Partenza dolorosa, strappo lacerante. «Come in un romanzo. Il periodo friulano era finito» scrive Pasolini. «Il rapido della decisione più importante della mia vita, in una specie di fuga, sotto la coltre di neve che copriva tutto il Friuli». Quella stazione era stata, durante la Grande Guerra, punto d’arrivo del padre Carlo Alberto, che a Casarsa conobbe Susanna Colussi. E proprio dal racconto orale della madre era nata una poesia di Pasolini per rievocare un’altra partenza, quella di Vincenzo Colussi che si unì a Napoleone. Quei versi, compresi ne “La meglio gioventù”, vennero musicati e incisi con successo da Sergio Endrigo nel ’62.


“Addio Casarsa” è il titolo dell’ultimo evento dell’edizione autunnale di “Lùsignis”, la rassegna che riaccende i pensieri e i borghi di Pasolini come lucciole o faville, ideata dall’assessorato alle Politiche Culturali con la consulenza di Federico Rossi.

Questo pomeriggio, alle 18, la stazione di Casarsa diventerà teatro, luogo reale e simbolico di tutte le partenze e le promesse di ritorno, scenario struggente e suggestivo per l’addio in parole e musica.

Nella sala d’aspetto della II classe, la chitarra e la voce di Franco Giordani, il contrabbasso di Alessandro Turchet e la voce narrante di Klaus Martini ci porteranno dentro strappi e sogni, storie e personaggi che idealmente faranno ritorno.

Una versione inedita della canzone “Il Soldato di Napoleone” verrà presentata nel corso della serata: «Addio, addio Casarsa, vado via per il mondo / lascio il padre e la madre, vado via con Napoleone / Addio vecchio paese, addio giovani amici / Napoleone chiama la meglio gioventù».

L’evento, in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, è anche occasione per riscoprire la storia della stazione di Casarsa, in funzione dal 1855, per 5 anni “capolinea terminale” del Friuli, integralmente ricostruita dopo il secondo conflitto mondiale. Sarà inoltre possibile visitare (ore 14-17) la chiesa di San Floriano a San Giovanni di Casarsa, risalente al XV secolo.

Informazioni www.casarsadelladeliziaeventi.it e Pagina Facebook: Eventi a Casarsa della Delizia. —



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