Lessio: «Il teatro sempre più uno spazio per progetti culturali legati al territorio»

Bilancio positivo per R-Evolution al Verdi di Pordenone «Più iniziative e un maggiore coinvolgimento dei giovani»

Paola Dalle Molle

Guerra alle diseguaglianze e alla violenza contro le donne, pandemia e virus, gli obiettivi di Agenda 2030, l’economia circolare e il futuro del Pianeta descritto dalle giovani generazioni: il Teatro Verdi di Pordenone ha acceso i riflettori di R-Evolution portando sul palcoscenico i temi più importanti dell’attualità e confermando l’impegno civile oltre che artistico. Il primo bilancio è positivo per il festival alla sua prima edizione, un progetto che il Teatro Verdi condivide con l’Associazione Europa Cultura ed è stato curato da Daniela Volpe e Paola Sain. I relatori hanno colpito l’interesse del pubblico per la profondità delle loro riflessioni e la passione e generosità di ogni contributo (online in streaming live alcuni appuntamenti sulla home di Repubblica e Messaggero Veneto). Per questo – tra le novità – si sta pensando alla possibilità di consolidare il format con richiami nel corso dell’anno per tenere salda la barra del monitoraggio intorno all’attualità.


La conferma arriva dal presidente del Teatro Verdi di Pordenone, Giovanni Lessio: «Il successo di R-Evolution ha evidenziato la necessità di un continuo confronto tra istituzioni, imprese e società civile con l’indispensabile e crescente coinvolgimento dei giovani. Inoltre, ha rafforzato la partnership strategica e la sinergia con la Fondazione Pnlegge per la valorizzazione di Pordenone e del suo territorio con eventi di grande richiamo culturale. Con R-Evolution e altre iniziative di questo periodo, il Teatro ha dimostrato di giocare un ruolo di rilievo nella produzione culturale della città».

Una conferma non solo come sede di “rappresentazioni” ma anche spazio di “elaborazioni culturali” per comunicare, diffondere e socializzare le conoscenze. «Nella mutazione del contesto sociale, economico e culturale che sta avvenendo – prosegue Lessio – il teatro non può essere un soggetto passivo o un mero contenitore. Deve diventare un “attore dello sviluppo” di un territorio e allo stesso tempo, un produttore di identità e di appartenenza e punto di riferimento per progetti e attività tanto in ambito culturale quanto economico. Organizzando l’attività programmata tutto l’anno con l’utilizzo di tutti gli spazi disponibili, promuovendo collaborazioni e condivisione di progettualità (basti pensare al successo del nuovo e recente progetto di studi dedicato al musicologo Mario Bortolotto, realizzato in collaborazione con l’Università di Udine), eventi di rilievo culturale come premi, festival, residenzialità artistiche. Grande attenzione viene dedicata ai giovani siano essi artisti e/o pubblico per fornire risposte concrete alle loro aspirazioni e aspettative. Infine, sosteniamo la creazione di eventi di rilievo culturale (premi, festival, residenzialità artistiche) con riconoscimenti nazionali e internazionali».

Tutto ciò nel ruolo innovativo di “mediatore culturale” del teatro, capace di sviluppare una continua azione di coordinamento e integrazione con i diversi mondi culturali che operano sul territorio, elaborando ed offrendo una cornice progettuale unitaria e condivisa. In definitiva l’obiettivo è di essere un teatro multifunzione e multitasking, aperto alla cittadinanza così come alle imprese, con una pluralità di iniziative. Un teatro che con tanti linguaggi e da prospettive diverse, ha scelto di raccontare il mondo. —



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