Pupi Avati: «Il Covid non ha ucciso la voglia di cinema sul grande schermo»

Il regista inaugura giovedì a Lignano la stagione del Cinecity. «Il film con Pozzetto? E pensare che avevo scelto Banfi»

La seduzione del passato, per Pupi Avati, è un sentimento primario non un’urgenza cinematografica necessaria alla nostalgia che provoca struggimento. Avati vive, come lui stesso ammette, in una «confusione temporale, tant’è che non riesco a distinguere ieri con l’oggi. Noi abbiamo il dovere di tenere conto di tutto quello che ci ha preceduto. E soprattutto di quello che hanno fatto le persone che ci hanno preceduto.

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