Il premio Strega Trevi a PnScrive «Insegnerò la libertà assoluta»

Il romanziere tra i cinque docenti della 13esima edizione online dell’iniziativa «Gli scrittori vivono in solitudine, le scuole servono a incontrarsi e conoscersi»



“Scrivo perché è sempre meglio che scaricare casse al mercato centrale”, iniziava così un’intervista ad Andrea Camilleri. Poi, all’ironico incipit seguivano una serie di risposte serie che ogni scrittore potrebbe sottoscrivere. Perché se è vero che le motivazioni della scrittura sono personali, è anche vero che si scrive per il desiderio di raccontare e raccontarsi storie. Certo “trovare la propria voce” non è semplice, impostare un romanzo è complicato ci vogliono ispirazione, talento e tecnica. Se per le prime due non c’è scuola che tenga, per affinare la tecnica possono venire in soccorso le scuole di scrittura come quella di pordenonescrive2022, che dal primo febbraio al primo marzo 2022 apre la sua edizione numero 13.


La Scuola di Scrittura promossa da Fondazione Pordenonelegge, intitolata “Viaggio al cuore delle storie”, è come sempre affidata alla cura degli scrittori Alberto Garlini e Gian Mario Villalta e per il secondo anno, si svolge online, facendo tesoro di un’esperienza digitale nata in pandemia e che si apre a narratori di qualsiasi latitudine.

Pordenonescrive 2022 prevede 18 ore di lezione su zoom (in orario 18. 30/20.30, iscrizioni dal 30 novembre ed entro il 24 gennaio 2022). Trattare la genesi e scrittura del romanzo permetterà di affrontare concretamente le questioni connesse ai meccanismi creativi e alla narrazione di una storia nella sua interezza grazie a insegnanti quali Nadia Terranova, Alberto Garlini, Loredana Lipperini, Gian Mario Villalta e Emanuele Trevi (Premio Strega) impegnato in una lezione su una particolare modalità di rapportarsi alla letteratura che è molto vicina alla sua indole di scrittore e che inoltre riscontra un grande successo: l’autofiction. Si interrogherà sul fatto che dire io in una narrazione non è così semplice come sembra, implica infatti uno sguardo e una distanza, e un uso accorto dello stile per rendere vicini al lettore. A Trevi, intercettato telefonicamente alla fine di una lezione, abbiamo posto alcune domande.

Che cos’è l’autofiction?

«È un genere letterario in cui l’autore stesso è il protagonista delle vicende di finzione narrate. Si basa sull’uso della prima persona. L’io coincide con l’autore ma non è biografia».

Perché frequentare una scuola di scrittura?

«Soprattutto per conoscere altre persone che vogliono scrivere. Gli scrittori vivono una condizione di solitudine. Incontri persone che hanno le tue stesse ispirazioni. E magari le cose importanti accadono prima e dopo».

Schemi, scalette, da insegnante di scrittura lei cosa suggerisce?

«Libertà assoluta. Ognuno deve scrivere come vuole».

Scrittore e critico letterario, conduttore di programmi radiofonici per Rai Radio 3, ha ricevuto premi importanti, tra cui il Viareggio, Lo Strega. Prima di mettersi a scrivere un nuovo romanzo non ha paura di deludere le aspettative?

«Mah, le aspettative fanno parte del gioco. Terminato un libro ne comincio subito un altro».

Perché scrive?

«Perché ho sempre voluto fare quello. Fin da ragazzino». —



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