Contaminazioni musicali con la “messe par furlan” di Poles



“Una messa anomala” così il compositore sacilese Valter Poles definisce la sua ultima creazione, commissionata dall’associazione musicale Gabriel Fauré, che della curiosità e della sperimentazione ha fatto la sua cifra: una messa friulana o “messe par furlan”, che sarà eseguita in prima assoluta dal Pordenone Vocal Ensemble, accompagnato dal Gabriel Fauré Consort, diretti da Emanuele Lachin, domenica, alle 20.45, nella chiesa di Zoppola. Anomala anche per l’organico strumentale: saranno infatti organo Hammond, sintetizzatori, percussioni e violoncello a dare voce alle note scritte da Poles, che si è fatto conoscere nel suo settore per le contaminazioni che spaziano spesso fra la musica colta e la musica rock, e che da sempre si dedica ad arrangiamenti orchestrali e sinfonici di brani pop-rock anche per grandi orchestre. In questa occasione ha voluto rendere omaggio alla lingua friulana con una composizione sacra ma che vuole strizzare un occhio al pubblico più giovane.


Maestro, perché proprio una “messe par furlan”?

«Perché anche qui di contaminazione si tratta. Mi intrigava l’idea di mettere in musica una messa con testo friulano, scardinando le vecchie tradizioni legate di solito alle popolarissime villotte. Ho pensato di attualizzare la cosa, mettendo la lingua friulana allo stesso livello del più ieratico latino o dello stesso italiano. Le parole, in qualsiasi lingua, restano sempre importanti».

Un organico strumentale singolare: ci racconti questa scelta.

«Penso sia un modo utile per avvicinare più persone: sia gli amanti della tradizione e della musica sacra sia i più giovani, magari incuriositi dalla anomala presenza dei sintetizzatori e dell’Hammond che è uno strumento con una personalità propria, specie se pensiamo alla tecnica dell’uso del Leslie, alle sonorità distorte e più aggressive e alle percussioni, che l’organo tradizionale non ha. Sono strumenti che possono vantare un corollario di timbriche vastissimo, a differenza dei tradizionali, ed evocare quindi situazioni estremamente variegate. Il tutto viene nobilitato dal violoncello solista, che, al contrario, emergerà in tutta la sua liricità espressiva. Chitarra e percussioni invece assumeranno di volta in volta ruoli sempre diversi, passando dalle tecniche più classiche a quelle più moderne».

“Signor ve dul di no” “Gloria”, e poi “Pari nestri”, “Sant”, “Agnel di Diu”, preghiere che ha messo in musica ognuna in modo diverso e con una propria personalità, ma c’è anche un’Ouverture.

«Visto che abbiamo già sconvolto in tutti i modi la tradizione sulla composizione della messa, ho continuato a perseverare anche in questa Ouverture, che contiene molti temi usati poi nei vari brani. Ha una funzione solo di presentazione o come nel nostro caso, anche di chiusura. E ha quasi la struttura di un brano di rock sinfonico con i cori virtuali, quasi a volerlo nobilitare». —



2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Tennis, l'esilio dorato di Djokovic nella sua Belgrado

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi