Teatro Contatto, festa per i quarant’anni con 15 appuntamenti tra teatro e incontri

Presentata la stagione: Celestini, Emma Dante e Rodrigues. Agli spettacoli si intrecciano le serate di “Il futuro accade”

UDINE. “Chi ha paura del futuro?” , domanda vera o solamente retorica? Propendiamo decisamente per la seconda, nel senso che dopo una storia lunga quarant’anni il futuro non può spaventare più di tanto: parliamo del Css di Udine che ha presentato la prima parte della sua quarantesima stagione, sotto questo slogan, in una conferenza stampa nel corso della quale, oltre a presentare gli spettacoli in cartellone da qui a maggio, si è parlato di questa storia, storia di impegno per la diffusione della cultura teatrale, fatta di molte declinazioni, dalla produzione all’ospitalità, all’approfondimento e alla formazione del pubblico.

È toccato al presidente del Css, Alberto Bevilacqua, ripercorrere quelli che sono stati gli intenti e gli sviluppi di Centro voluto più quarant’anni fa da un gruppo di ragazzi che ha fatto della attività culturale una professione, una scelta di vita. In quarant’anni è cambiato il mondo, sono cambiate anche le modalità stesse del fare e operare attraverso il teatro e il Css questi cambiamenti li ha non tanto pedissequamente inseguiti quanto capiti, fatti propri nella convinzione che il teatro, dall’alto della sua storia millenaria, sia ancora e comunque uno strumento indispensabile e necessario per migliorare l’intera società.


Quanto agli spettacoli che vedremo nei prossimi mesi a Udine, da segnalare il fatto che ben quattro su otto vedono la partecipazione diretta, sono forma di coproduzione, del Centro stesso. Coproduzioni con organismi internazionali e nazionali, come il festival d’Avignone, il Piccolo Teatro di Milano o l’Odeon di Parigi, solo per citarne alcuni.

A partire da “A+A Storia di una prima volta” di Giuliano Scarpinato (22 gennaio), il delicatissimo racconto del primo incontro d’amore tra una ragazza 15enne e un ragazzo 17enne, a “Dans la mesure de l’impossible” del portoghese Tiago Rodrigues, una riflessione sulle scelte di chi ha deciso di lavorare per gli altri nei diversi teatri di guerra, presentato a Udine in prima nazionale il 18 e 19 febbraio; da “Uno spettacolo di fantascienza” (4 e 5 marzo) del giovane emergente Liv Ferracchiatti, racconto di una spedizione al Polo Nord in un futuro non troppo lontano nel tentativo di scongiurare una catastrofe climatica, copione nato la scorsa estate nel laboratorio dell’Ecole des Maitres dedicato ai giovani drammaturghi, a “The mountain” (27 e 28 maggio) del gruppo catalano Agrupacion Senor Serrano, una performance multimediale tra teatro video regia dal vivo e droni che sorvolano la platea, sulle modalità spesso non veritiere della comunicazione contemporanea, sul mondo pericoloso e pernicioso delle fake news.

Gli altri spettacoli della stagione sono “Miracoli metropolitani” (4 febbraio) del gruppo carrozzeria Orfeo, formazione tra le più agguerrite che ha saputo affermarsi con uno stile graffiante e divertente nel raccontare le distorsioni della contemporaneità; c’è poi Ascanio Celestini (11 marzo) con il suo nuovo spettacolo “Museo Pasolini”, in cui si cerca di mettere in luce ciò che dell’opera e della figura del poeta nato proprio 100 anni fa può o deve finire in un ipotetico museo a lui intestato.

E ancora “Il bacio della vedova” (20 marzo) di Israel Horovitz messo in scena da Teresa Ludovico sul tema del persistere nella nostra società della violenza sulle donne. Ultimo spettacolo l’8 e il 9 aprile, “Pupo di zucchero” di Emma Dante, un’altra visionaria immersione nel mondo della tradizione meridionale, e in particolare del rapporto con i morti.

Quanto al futuro, da segnalare l’intervento dell’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli, che ha illustrato a grandi linee il percorso che, nel coinvolgimento di tutte le realtà culturali regionali, porterà a Nova Gorica/Gorizia 2025, capitale europea della cultura, con manifestazioni a Gorizia e per Gorizia già a partire da questo 2022. 


 

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