Ritorna il Nonino, la festa a maggio Morin: «Onora la cultura universale»

L’appuntamento a Percoto dopo due anni di rinvio a causa della pandemia Il messaggio del sociologo: «Viviamo tempi surreali di certezza dell’incertezza»



Dopo due anni di rinvio a causa della pandemia, ritorna il Premio Nonino, il più prestigioso appuntamento culturale friulano: l’edizione “Quarantacinquesimo anno + Due” si terrà sabato 7 maggio, come annunciato ufficialmente ieri. Si tornerà dunque nelle distillerie di Percoto (ma a primavera, non a fine gennaio) per la nuova edizione dell’evento letterario.


«Siamo felici e in fermento aspettando il Premio Nonino al quarantacinquesimo anno – afferma Antonella Nonino –. Sarà l’occasione per reincontrarci, riflettere ma anche brindare, di condividere una visione del futuro che ci dia speranza». La data del 7 maggio vedrà l’inizio anche delle celebrazioni per i 125 anni della Famiglia Nonino in distillazione: una tradizione di famiglia, da Orazio a Benito, da Benito e Giannola a Cristina, Antonella ed Elisabetta.

Il celebre sociologo Edgar Morin, che ha compiuto 100 anni celebrati dal presidente Emmanuel Macron con una festa all’Eliseo, presente la famiglia Nonino, ha affidato a un messaggio le sue parole di apprezzamento al Premio: «I premi letterari, artistici, filosofici nascono da Accademie o da istituzioni pubbliche. Ma in Friuli è nato un Premio internazionale al contempo letterario, artistico, filosofico in una distilleria che produce Grappa. Istituito in origine per salvare alcuni vitigni, il Premio Nonino ha assunto un respiro internazionale grazie alla sua Giuria, ai suoi premiati, alla reputazione di cui gode. Premia poeti, scrittori, cineasti, pensatori, nobili personalità umanistiche. Ha raggiunto il più alto livello culturale pur conservando il sapore di una meravigliosa Grappa».

Prosegue ancora il sociologo:«Ho avuto il privilegio di essere uno dei premiati, poi giurato del Premio Nonino e di partecipare agli indimenticabili incontri e Feste di assegnazione non di un singolo Premio ma di numerosi Premi, il più prestigioso dei quali “a un Maestro del nostro tempo”. Io rendo omaggio alla famiglia Nonino che, traendo spunto dalla terra e dai suoi frutti, ha saputo creare e far affermare un Premio che onora la cultura universale. Viviamo un momento surreale in cui l’unica certezza è l’incertezza: mai come negli ultimi mesi abbiamo capito quanto i valori fondanti del Premio Nonino, istituito quarantacinque anni fa, siano visionari. Nato per salvare antichi vitigni autoctoni del Friuli in via di estinzione, il Premio sottolinea la “permanente attualità della Civiltà contadina” intesa come rispetto per la terra, per il suo ecosistema, per i valori da lasciare in eredità alle future generazioni sapendo che la Terra è la casa di tutti e rappresenta le nostre radici e la nostra identità. I pericoli che la minacciano devono farci prendere coscienza della comunità di destino di tutti gli esseri umani ed esortarci alla fraternità. A tale proposito, desidero ricordare il Premio Speciale Nonino (28 gennaio 1989) assegnato dalla Giuria alla rivista Time Magazine per aver “eletto” la Terra “Personaggio dell’anno” – dedicando la prestigiosa copertina numero 1 del 1989 al nostro Pianeta, soffocato da un filo di ferro – per attirare maggiormente l’attenzione di tutti i popoli sul problema più rilevante di tutti ed oggi ineludibile: la vita del nostro estenuato Pianeta e quindi la nostra stessa vita e ci invita a meditare sui nostri doveri e responsabilità ma, soprattutto, sui diritti delle generazioni future che abiteranno la Terra».

Della giuria del Premio Nonino (che ha anticipato ben sei volte i riconoscimenti del Nobel, l’ultimo quello dello scienziato Giorgio Parisi) fanno parte nomi prestigiosi della cultura internazionale: Antonio Damasio (neuroscienzato) presidente della Giuria; il poeta siriano Adonis, il filosofo Giorgio Agamben; l’architetto palestinese Suad Amiry, lo scrittore irlandese John Banville, il regista inglese Peter Brook, l’architetto Luca Cendali, lo storico francese Emmanuel Le Roy Ladurie, lo scienziato inglese James Lovelock, lo scrittore Claudio Magris, lo scrittore romeno Norman Manea e il sociologo Edgar Morin. —

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