Al Giovanni da Udine l’attualità di “Orgoglio e pregiudizio”: «Come allora il predominio del denaro»

Il regista e attore Arturo Cirillo che sarà in scena da venerdì a Udine con lo spettacolo tratto da Jane Austin 

È storia frequentatissima, tra adattamenti teatrali e cinematografici e serie televisive, quella raccontata nel 1813 da Jane Austen nel suo capolavoro.

Quell’Orgoglio e pregiudizio in cui la grande scrittrice inglese racconta con sguardo acuto e ironia la società del suo tempo, tra cui come in questo caso l’ossessione dei padri di famiglia per accasare la prole femminile.

È il caso dei Bennet che di figlie ne hanno ben cinque, cosicché quanto a Netherfield Park, una tenuta nello Hertfordshire, approda il giovane facoltoso Charles Bingley, per di più accompagnato dall’amico il nobile Darcy, la possibilità di sistemare almeno le due più grandi si fa più concreta.

Con la primogenita Jane che si innamora ricambiata da Bingley e la più riottosa Elisabeth dell’ombroso Darcy in una relazione un po’ più complicata, visti i pregiudizi di lui e l’orgoglio di lei.

“Orgoglio e pregiudizio” sarà in scena da venerdì 21 a domenica 23 gennaio al Giovanni da Udine in un nuovo adattamento teatrale del giovane drammaturgo Antonio Piccolo per la regia di Arturo Cirillo che ne è anche interprete nel doppio ruolo di Bennet e di Lady Catherine de Bourgh, zia di Darcy.

Cirillo parlando di questo suo lavoro e delle ragioni che l’hanno spinto a metterlo in scena, ne elenca parecchie: «Il dono folgorante di Austen per i dialoghi, l’ironia e il distacco con cui guarda i suoi personaggi, il fascino che esercita quel mondo dove apparentemente non accade mai nulla di eclatante, attraversato invece dai turbamenti, le insicurezza, e anche l’orgoglio e i pregiudizi che la giovinezza porta con sé, uno mi ha colpito in particolare: l’amore che lei ha per l’Ottocento e il rapporto tra i grandi romanzi di quell’epoca e la scena»

«Quella dell’800 – racconta il regista – è una letteratura che ho molto frequentato e amato. Del resto questo spettacolo non è il primo che mi vede mettere in scena un romanzo ottocentesco, anni fa feci un testo di Annibale Ruccello tratto da “Washington square” di Henry James. Lì l’operazione puntava a un’ambientazione molto napoletana, invece io mi attengo un pochino di più, anche se non molto di più, all’origine inglese del romanzo.

Il rapporto tra romanzo ottocentesco e scena è legato anche a quell’esperienza, ma soprattutto al fatto che mi appassiona moltissimo il melodramma italiano, quello di Verdi Bellini Donizetti, che considero una delle espressioni più alte dell’800 soprattutto per la sua potente teatralità».

Quanto del mondo descritto dalla Austen possiamo ritrovare oggi nel nostro di mondo, dal momento che la sua messa inscena non vuole essere una semplice operazione di mera riproposizione di un capolavoro? «Da questo punto di vista lo spettacolo non lo è per nulla: io mi sono mosso in un terreno molto più teatrale, inventivo, di tradimento e anche un pochino irrispettoso. In questo affatto british, molto più legato alla tradizione italiana, con sconfinamenti nella farsa, nella pochade, con personaggi stilizzati, tanto che io recito en travesti nel ruolo di una Lady terribile, inacidita e quello che ne viene fuori se non è un caricatura, poco ci manca».

Quanto all’attualità del testo e dello spettacolo, Cirillo, sottolinea come certi argomenti su cui si dibatte lungamente nel romanzo trovino eco anche nell’attualità, «quali il predominio del denaro rispetto a scelte di carattere più emotivo e sentimentale, l’incapacità dei giovani di poter uscire dal proprio ceto sociale. Austen poi attraverso i suoi personaggi manda all’aria convenzioni e ipocrisie, critica molto l’organizzazione sociale in cui è vissuta e di cui in fondo è stata un po’una vittima, destinata alla solitudine, a una scarsa indipendenza economica, a una fragilità che la porterà giovanissima alla morte».

In scena con Cirillo, Valentina Picello, Francesco Petruzzelli, Sabrina Scuccimarra, Rosario Giglio, Eleonora Pace, Giacomo Vigentini, Giulia Trippetta.

Nell’occasione riprendono anche gli appuntamenti di Casa Teatro : il primo della stagione sarà proprio con la compagnia e il regista di Orgoglio e pregiudizio, Arturo Cirillo, in programma sabato 22 con inizio alle 17.30. Conduce la giornalista Fabiana Dallavalle, con un intervento di Alma Maraghini Berni. 


 

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