Una mostra racconta la Resistenza silenziosa dei soldati dopo l’8 settembre

Ricerca dell’Anpi sui militari internati dopo l’armistizio. Fotografie e documenti alla Galleria Tina Modotti di Udine

«Questa mostra non è il risarcimento a tanti anni di oblio, ma il giusto riconoscimento di una forma silenziosa di “Resistenza”, che i militari italiani seppero attuare con una scelta consapevole tra l’appiattimento al nazifascismo e la dignità di uomini liberi».

Con queste parole Dino Spanghero, presidente dell’Anpi provinciale di Udine, anticipa il senso dell’esposizione che racconta una storia a lungo dimenticata: quella dei militari italiani prigionieri nei campi di concentramento nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Un contributo storico-documentario, dedicato agli Internati militari italiani (Imi) che il Comitato provinciale di Udine dell’Anpi, insieme al Comune di Udine, organizza in occasione del Giorno della memoria. “600.000 NO a Hitler e all’alleato Mussolini” verrà presentata a Udine, palazzo Garzolini – Di Toppo Wassermann. Seguirà l’inaugurazione alla Galleria “Tina Modotti”, che ospiterà la mostra fino al 20 febbraio.


«Il Giorno della Memoria rappresenta sempre di più un appuntamento sentito dalla popolazione e vissuto, come è giusto che sia, al di là delle contrapposizioni politiche che in passato hanno impedito a questa ricorrenza di essere condivisa. La memoria, sommata alla lucida comprensione dei fatti e delle loro cause, è, infatti, un patrimonio cui nessuno può rinunciare, soprattutto alla luce del preoccupante ritorno di pulsioni antisemite e di tensioni internazionali.

Questa mostra e il catalogo che la accompagna, per la cui realizzazione desidero ringraziare l’Anpi e, in particolare modo, il presidente Spangaro, si inseriscono a pieno nell’ottica di testimoniare la tragedia dell’Olocausto e della Seconda guerra mondiale dal punto di vista del Friuli, dando un contributo importante alla missione di mantenere viva la memoria di ciò che è stato, affinché non torni», il commento del sindaco di Udine Pietro Fontanini. In seguito all’armistizio, i militari italiani furono abbandonati a loro stessi.

Di fronte a scelte considerate disonorevoli, rifiutarono l’offerta dei tedeschi di continuare la guerra al loro fianco e scelsero la prigionia e la deportazione nei lager di Germania e Polonia. Accettarono, spesso in solitudine, senza la protezione della Convenzione di Ginevra, le inevitabili restrizioni della libertà, l’irrisione e il marchio di traditori, quando invece si sentivano legati, nel caso degli ufficiali, al giuramento di fedeltà alla monarchia e non al regime di Salò e subirono condizioni degradanti di vita e la fame.

La mostra udinese ricorda il sacrificio e la coerenza di quanti, tra i militari, ritennero conclusa l’esperienza bellica a fianco dei tedeschi e cominciarono a muovere i primi passi sulla strada del confronto democratico. Venti pannelli informativi caleranno i visitatori nella dimensione storica e umana dei prigionieri avvalendosi anche delle fotografie clandestine scattate da Vittorio Vialli nel lager in cui egli stesso era detenuto.

Il video con brani dal “Diario di prigionia di Giovanni Malisani”, le parole del sottotenente friulano degli Alpini, hanno la voce dell’attore Alessandro Maione, si intrecciano al filmato di Benedetto Parisi restituendo un quadro di toccanti emozioni.

La mostra è visitabile gratuitamente fino al 20 febbraio, con orario: venerdì 16-18. 30; sabato e domenica 10-13 e 16-18. 30. Prenotazione all’indirizzo mail anpiudine@gmail. com o telefonando allo 0432 504813 (da lunedì al venerdì 9. 30-13. 00). 


 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Omicidio a Foggia, quattro colpi di fucile e la vittima non ha scampo: in 10 secondi il killer uccide e scappa

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi