Mittelyoung tra musica e teatro: in scena oltre 60 giovani artisti

Un addetto alla selezione racconta la scelta degli eventi della seconda edizione. «Un cartellone ricco di contaminazioni, tra le novità di quest’anno anche il circo»

Dopo l’inaugurazione a Udine con “Annelies” un’opera del musicista James Whitbourn su libretto di MelanieChallenger tratto da “Diario di Anna Frank” andata in scena nella versione cameristica affidata a giovani artisti under 35 in un ensemble che prevede pianoforte, violino, violoncello, clarinetto, un soprano solista e un coro da camera; dopo questa inaugurazione MittelYoung si trasferisce nella sede naturale di Cividale a partire dal 12 al 15 maggio.

Primo spettacolo in calendario, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti alle 17 una formazione musicale austriaca, Chez Fria Ensemble che presenterà “Enimon Enis” ,un concerto per tromba, flauto dolce,sintetizzatore, tastiere e batteria in cui convivono echi di musiche antiche con le improvvisazioni tipiche del jazz e le sperimentazioni del punk e della musica elettronica.

Una formazione under trenta come da caratteristica di MittelYoung. Un festival tutto under trenta e che ospita nove spettacoli tra prosa, musica e danza di giovani artisti «scelti tra 148 proposte arrivate da 20 paesi europei» , come racconta l’udinese Alessandro Del Gobbo, un giovane pianista laureatosi a pieni voti e menzione al Conservatorio di Udine che ha fatto parte dei giovani trenta selettori che hanno contribuito alla formazione del cartellone di MittelYoung.

«Un cartellone – ancora Del Gobbo – che contrariamente allo scorso anno, oltre a danza musica e prosa comprende anche il circo. I trenta selettori erano divisi in tre gruppi, ognuno dei quali ha visionato le proposte, studiato le presentazioni e visto video e poi ciascuno gruppo ha presentato delle terne.

Che sono state sottoposte a una verifica collettiva, proprio per cercare una sorta di equilibrio e sinergia tra tutti i titoli che poi andavano a formare il cartellone del festival».

C’è stato qualche elemento di novità?

«Sicuramente il fatto che molte delle proposte erano caratterizzate da una sorta di multidisciplinarietà, con una forte impronta innovativa. In particolare molte proposte musicali abbracciavano tanti tipi di musica, da quella antica a quella solo vocale, dalla classica di stampo più tradizionale, che so? duo quartetto trio, ma anche solisti o formazioni più grandi, fino ad arrivare al jazz al pop al rock, a forme di composizioni che prevedevano un’esecuzione improntata alla performance, molto espressiva anche corporalmente da parte degli interpreti».

E per la prosa?

«Una stimolante e sorprendente contaminazione con le tecniche circensi. Altra novità il fatto che ci è stato chiesto di sottolineare l’internazionalità del festival, e cioè di non fermarsi a soli spettacoli italiani».

Che impressione generale ha ricavato dello stato dell’arte giovanile in Europa?

«Tantissimo fermento, ho avuto modo di constatare che da tutti i paesi dall’Olanda ai Balcani viene dalle giovani formazioni e dai giovani artisti una voglia di rinnovamento, di uscire dagli schemi consueti, attraverso diverse forme di sperimentazione che è a mio avviso sinonimo di grande vitalità e curiosità. Non tanto di rompere con la tradizione quanto di rinnovarla con i linguaggi e le sensibilità dell’oggi».

Quanto agli spettacoli della prima giornata, c’è in programma alle 20.30 sempre nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti “Assenza Sparsa” di Pan Domu Teatro. Un monologo di e con Luca Oldani, per la drammaturgia di Jacopo Bottani, che è il racconto dell’elaborazione del lutto per la morte dopo giorni di coma di un amico e compagno. 
 

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