Mittelyoung a Gorizia per avvicinarsi al 2025

La rassegna under 30 si chiude nel capoluogo isontino. Uno spettacolo di danza e il concerto di Cuma Kollektiv

Per la sua giornata conclusiva MittelYoung si trasferisce a Gorizia, anche in vista delle future collaborazioni per “GO!2025”, quando il capoluogo isontino con la vicina Nova Gorica sarà Capitale europea della cultura.

Due gli appuntamenti in programma al Teatro Verdi. Alle 17 la lituana Kanta Company presenta uno spettacolo di danza ma non solo, “107 ways to deal with pressure”; alle 20.30 il tedesco Cuma Kollektiv sarà protagonista del concerto “Vocation from love”.

Per quanto riguarda lo spettacolo lituano si tratta una miscela di danza pantomima e circo, in cui i tre protagonisti, diretti da Tim Lenkiewicz, cercheranno di coinvolgere il pubblico nella scelta dei possibili numeri da eseguire, ossia di come reagire alla pressione, fisica e soprattutto psicologica cui quotidianamente siamo sottoposti.

La Kanta Company è una giovane formazione composta da tre artisti circensi provenienti da Finlandia, Lituania e Stati Uniti che aspirano a creare un circo divertente sì, ma che faccia riflettere.

Trasfigurando le situazioni e problemi di ogni giorno attraverso l’esperienza del circo, creando un mondo dove il quotidiano è straordinario e il reale diventa surreale.

«In questo spettacolo – scrivono in una nota gli interpreti – saremo in tre in uno spazio, comunque troppo piccolo per noi. Voi ci guarderete, noi vi guarderemo. Avrete delle aspettative, cercheremo di esserne all’altezza. Presseremo, mani, teste, corpi, oggetti.

Faremo pressione per farci applaudire e faremo pressione su noi stessi per mostrare il meglio che sappiamo fare. Abbiamo preparato una lista per affrontare tutto questo, così sarà più facile per voi. Cosa scegliere dalla lista? Forse il numero 19, ossia scappare? O il numero 101, ossia fingere una malattia? Abbiamo 107 modi per affrontare la pressione».

“Vacation from love” è un concerto di teatro fisico, non solo musica quindi, ma anche performance: «Una miscela, così nelle note che accompagnano lo spettacolo, di musica dal vivo, drag exibition e danza in cui le norme sociali relazionali e di genere vengono messe in discussione con umorismo e onestà.

Lo spettacolo selvaggio, inquietante ma divertente, ragiona sul bisogno di assaporare la vita in tutte le sue sfumature senza badare ai limiti imposti dalle convenzioni sociali».

Il nome del gruppo, che è composto dal sassofonista tedesco Jacob Jentgens, dalla percussionista e batterista Bruna Cabral, brasiliana ma tedesca di adozione e dalla creatrice di teatro fisico Elina Brams Ritzau, il nome Cuma è un’espressione brasiliana che indica “Ritorni?”. E sta a dire l’invito a guardare più da vicino ciò che ancora non comprendiamo. Come quella fluidità tra i generi incarnata dal personaggio principale: Sal, un drag King e la sua storia d’amore con la band.

«Pompato dalla sua mascolinità tossica e dall’illusione del proprio fascino – così il regista – Sal pone i suoi bisogni prima di quelli degli altri. Come mezzo teatrale, il drag esagera e glorifica la costruzione di un personaggio scenico, che serve a decostruire e smascherare gli stereotipi sociali e di genere».

L’atmosfera dello spettacolo, collimata con elementi moderni (computer, e-drums e sintetizzatori) rimanda alla scena del mitico cabaret degli Anni ’20 e ’30, quando sembrava che tutto nel mondo delle relazioni fosse possibile e non c’erano preconcetti che tenevano. 
 

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