La tragedia in Spagna di Elisa Valent, la famiglia si prepara al processo

UDINE. La lunga istruttoria dell'inchiesta sull'incidente del pullman che il 20 marzo 2016 causò la morte di 13 studentesse del programma Erasmus in autostrada in Spagna, di cui sette italiane, tra cui la friulana Elisa Valent, si è finalmente conclusa a inizio settembre e ora il pubblico ministero del tribunale di Amposta (Spagna) e le parti offese, secondo il diritto locale, si accingono a formulare il capo d'imputazione con le ipotesi di accusa contro il conducente del bus, unico indagato dalla magistratura spagnola che gli attribuisce il reato di omicidio imprudente. L'istruttoria, si apprende da fonti legali italiane e iberiche, si è definitivamente conclusa pochi giorni fa quando sono scaduti i termini entro cui la difesa del conducente 62enne del pullman avrebbe ancora potuto fare ricorso contro la decisione della corte di Tarragona dell'ottobre 2019 di respingere una terza richiesta di archiviazione del procedimento fatta dal giudice istruttore donna di Amposta.

Infatti a questa decisione la difesa dell'autista è stata remissiva, quindi ora il procedimento può andare avanti. La data del processo sarà stabilita quando pm e parti offese ne avranno fatto formale richiesta. «Finalmente, dopo numerosi problemi e vari tentativi da parte della giudice di Amposta per allungare il più possibile la fase istruttoria», si commenta da parte degli avvocati delle famiglie italiane, «ci viene notificato l'atto che conclude definitivamente la fase d'istruzione e si passa alla fase successiva nella quale potremo formulare l'accusa ed ottenere il rinvio a giudizio dell'autista per omicidio colposo».

Le sette studentesse italiane vittime dell'incidente furono Lucrezia Borghi di Greve in Chianti (Firenze), Elena Maestrini di Gavorrano (Grosseto), Valentina Gallo di Firenze, ElisaValent di Venzone (Udine), Elisa Scarascia Mugnozza di Viterbo, Serena Saracino di Torino e Francesca Bonello di Genova. «Portiamo nei nostri cuori il sorriso delle studentesse Erasmus che sono scomparse nella tragedia di Tarragona, un dolore che non ci abbandonerà mai - dichiara Flaminio Galli, direttore generale dell'Agenzia Erasmus+ Indire - Riteniamo sia un diritto sacrosanto per le famiglie delle ragazze scomparse e per l'intera comunità che vengano fatte giustizia e chiarezza su quanto accaduto e che si accertino le responsabilità di chi ha sbagliato. Un evento così tragico non può e non deve essere dimenticato».

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