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Bombe a mano sotterrate nel cimitero di Cavalicco

Gli ordigni trovati durante il taglio di un cipresso all'esterno del cimitero. Si tratta di armi prodotte nell'ex Jugoslavia

1 minuto di lettura
TAVAGNACCO. Era circa mezzogiorno, a Cavalicco, quando un gruppo di sei volontari della Protezione civile, che doveva abbattere uno di quei cipressi che circondano la zona est del cimitero, ha rinvenuto, occultato nel terreno tra le radici dell'albero, un contenitore con all'interno alcune bombe a mano. Si tratta, per l'esattezza, di sei ordigni del tipo M75 prodotti negli anni 70 nell'ex Jugoslavia.

Gli inquirenti hanno avviato indagini per cercare di capire come mai le bombe siano state nascoste nella frazione di Tavagnacco, anche per chiarire eventuali legami con la criminalità organizzata o con movimenti terroristici.

La squadra dei volontari, allarmata dal ritrovamento degli ordigni, ha subito richiesto l'intervento del 112. Sul posto sono arrivati prontamente gli uomini del Nucleo investigativo provinciale di Udine e il personale operativo della stazione dei carabinieri di Feletto, comandanti rispettivamente dal capitano Fabio Pasquariello e dal maresciallo Alessandro Campagnolo. C'era anche il sindaco di Tavagnacco, Mario Pezzetta.

I militari dell'Arma, trovandosi di fronte a degli ordigni ritenuti subito pericolosi, hanno deciso di far evacuare il cimitero e di chiudere il ponte della strada accanto per evitare il passaggio degli autoveicoli, chiedendo anche l'intervento del nucleo artificieri. La squadra specializzata, giunta poco dopo sul posto del ritrovamento, ha quindi proceduto, in piena sicurezza, ad aprire la scatola e a bonificare il perimetro dell'area circostante con il metal detector, ricercando altri eventuali depositi di armi.

All'interno della scatola, c'era un comune contenitore per alimenti in plastica bianca dal tappo giallo, che nel frattempo si era rotto durante le operazioni di recupero: come si è detto, vi erano occultate 6 bombe a mano M75, prodotte nei paesi dell'ex Jugoslavia.

Alle 13.45, le autorità, terminato il lavoro di recupero degli ordigni, hanno dato l'ordine di riaprire la strada al traffico, mentre gli uomini del gruppo investigativo hanno provveduto a compiere i primi rilievi al fine appunto di capire come mai le bombe a mano siano state occultate nei pressi del cimitero di Cavalicco.

Le bombe, giudicate perfettamente efficienti, dopo essere state visionate e messe in sicurezza dal nucleo artificieri dei carabinieri di Udine, sono state caricate su uno dei mezzi in dotazione al nucleo e portate in una delle cave adibite a tale scopo dall'Arma, per farle brillare. 

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