Droga, arrestato luogotenente dei Cc

Ai domiciliari Demetrio Condello, vicecomandante della Compagnia di Tolmezzo, accusato di detenzione e spaccio.

TOLMEZZO. Uno choc: per l’Arma, per la polizia, per le istituzioni. Ma anche per i cittadini di Tolmezzo: dall’altra sera, il vice comandante della stazione dei carabinieri, il luogotenente Demetrio Condello, 50 anni, responsabile del Nucleo operativo del capoluogo carnico, è agli arresti domiciliari. L’accusa è pesantissima: concorso in detenzione di droga ai fini di spaccio e concussione. Un altro carabiniere risulta invece indagato, ma la sua posizione risulterebbe molto meno grave.

Già, uno choc terribile. Anche perché la scorsa settimana, grazie a una lunga attività investigativa coordinata dallo stesso Condello, i carabinieri di Tolmezzo avevano smantellato una rete, che aveva a Osoppo, sul Tagliamento, il punto di smercio di stupefacenti. Le persone arrestate erano state dieci. L’ennesimo successo accreditato al maresciallo Condello che ora è stato catapultato dall’altra parte della barricata. Quella che aveva sempre combattuto. Quella che lo aveva fatto conoscere come un investigatore di punta nella lotta al traffico di droga. Per questo, l’imbarazzo, il disagio e la rabbia sono più che comprensibili, inevitabili. Giustificabili. Il graffio è profondo. Brucia e brucerà a lungo.

Lo si leggeva ieri nelle facce dei colleghi dell’arrestato, ma anche in quelle dei poliziotti. Tace il vertice dell’Arma. Non rilascia ancora dichiarazioni il procuratore della Repubblica di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore. E non rilasciano dichiarazioni neppure gli uomini della polizia cui è toccato il beffardo e ingrato compito di arrestare il collega dell’Arma. Tuttavia, dalla Questura sottolineano con amarezza che «si tratta di vicende nelle quali mai vorremmo imbatterci». Ma tant’è!, dura lex sed lex.

Il blitz degli uomini della polizia è scattato verso le 12 dell’altro ieri. Il maresciallo Condello aveva concordato un incontro con un intermediario al quale nei giorni precedenti aveva fornito alcuni etti di droga – oltre 700 grammi di hashish e una quarantina di cocaina – e dal quale attendeva il corrispettivo in denaro, alcune migliaia di euro. Ma, al momento dell’incontro c’erano anche i poliziotti messi sulle tracce del maresciallo dei carabinieri, pare, proprio da alcune “confessioni” dell’intermediario.

Condello è stato immediatamente portato al commissariato per un primo, lungo interrogatorio durato fino a tarda sera. Più tardi gli uomini della polizia sono arrivati alla stazione dei carabinieri di Tolmezzo, per una perquisizione dei locali a disposizione dello stesso Condello che lì aveva il suo domicilio (per i domiciliari è stata scelta l’abitazione di un suo parente). Una perquisizione motivata dall’ipotesi accusatoria – in attesa di conferme ufficiali, rimaniamo infatti ancora nel campo delle ipotesi – dal fatto che il vice comandante della Compagnia abbia sottratto o abbia omesso la distruzione di uno o più quantitativi di droga.

Si tratta di sostanze stupefacenti che spesso, su richiesta della Procura che ha in corso i procedimenti, vengono custodite nelle caserme. E in quella di Tolmezzo era proprio Condello il responsabile della custodia. Una volta che i procedimenti vengono chiusi, le sostanze vengono distrutte in appositi inceneritori, a Remanzacco o Spilimbergo.

Come accennato, anche un altro carabiniere che fa riferimento alla Compagnia di Tolmezzo, è adesso sotto inchiesta ed è stato indagato. Ma non si conosce quali siano le accuse nei suoi confronti, e la sua posizione – come detto – parrebbe molto meno compromessa di quella del maresciallo.

L’inchiesta è ora nelle mani del procuratore della Repubblica di Tolmezzo, Buonocore. Alla polizia spetta ora il compito di approfondire le indagini, mentre da parte sua l’Arma ha già avviato un’inchiesta interna che si preannuncia alquanto delicata, ma anche inclemente e rapida per evitare ricadute d’immagine e non soltanto a Tolmezzo. Non appena la procura formalizzerà il provvedimento, nei confronti del Condello scatterà immediatamente la sospensione dal servizio.

L’obiettivo di polizia e carabinieri è quello di di fare massima chiarezza e pulizia. Mentre la speranza è che si tratti di un caso assolutamente isolato, singolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Napoli, il boss in Ferrari alla comunione del figlio

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi