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Visite e pagamenti: blocco informatico e ospedale in tilt

Cartelli nell’atrio e gente in vana attesa per le pratiche Attività rallentata nei reparti, interventi chirurgici regolari

di Elena Del Giudice

«Mi dispiace ma non siamo in grado di prenotarle la visita». «Ci scusi, ma non abbiamo la possibilità di verificare le agende e dirle quando potrà sottoporsi a risonanza». «Siamo spiacenti ma...». Formule diverse ma medesimo contenuto: impossibile prenotare, pagare, controllare, ecc.

Giornata di “passione” quella di ieri, mentre quella di oggi è ancora un’incognita, per gli utenti della sanità provinciale e regionale, fatta eccezione per l’area triestina ...

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«Mi dispiace ma non siamo in grado di prenotarle la visita». «Ci scusi, ma non abbiamo la possibilità di verificare le agende e dirle quando potrà sottoporsi a risonanza». «Siamo spiacenti ma...». Formule diverse ma medesimo contenuto: impossibile prenotare, pagare, controllare, ecc.

Giornata di “passione” quella di ieri, mentre quella di oggi è ancora un’incognita, per gli utenti della sanità provinciale e regionale, fatta eccezione per l’area triestina “graziata” dagli intoppi che hanno paralizzato tutte le altre aziende del sistema sanitario. L’avvisaglia di quello che si è rivelato essere un black out che ha paralizzato cup, pronto soccorsi, ambulatori, reparti, dell’Azienda ospedaliera, degli ospedali di rete, del Cro e di quella territoriale, rendendo impossibile l’acceso ai servizi da parte dell’utenza, si era manifestata giovedì pomeriggio. «Nel caso - spiega il direttore generale del Santa Maria degli Angeli, Luciano Zanelli - si era trattato di un problema di linea. Poi questa mattina (ieri per chi legge, ndr) già alle 7,30 abbiamo iniziato ad avere altre difficoltà trasformatesi in uno stop a tutta l’attività informatizzata». Verso le 11 la situazione sembrava essere stata risolta, quindi alle 13 di nuovo “buio”.

«Ho fatto affiggere nell’atrio dei cartelli che spiegavano la presenza del problema e con i quali - ancora Zanelli - ci scusavamo con gli utenti per i disagi patiti che - rimarca il direttore degli Ospedali riuniti - non sono dipesi da noi». Zanelli si è recato nell’area cup «e ho anche parlato con alcune delle persone in attesa, e devo dire che tutti hanno compreso la natura del problema».

Impossibile pagare ticket e parcelle e impossibile prenotare visite ed esami; solo rallentata invece l’operatività di reparti come pronto soccorso, laboratorio, radiologia, che hanno allungato i tempi per la presa in carico del pazienti e della refertazione, costretti a scrivere su un normale foglio elettronico di word, anzichè nel sistema. «Nessun problema nelle sale operatorie», chiarisce Zanelli, o ad altre attività prettamente ospedaliere.

Sull’ideale banco degli imputati è finita Insiel, l’azienda informatica controllata dalla Regione, ma nel caso specifico il problema stava altrove. Insiel, che ottimisticamente nel primo pomeriggio aveva diramato una nota con cui annunciava il ripristino del sistema, salvo poi essere smentita dai fatti, parla di un “bug” presente nel software di Oracle, la società che ha fornito il “programmone” di gestione della sanità del Friuli Venezia Giulia. Un bug è una sorta di buco nel programma, o “baco” come spesso viene chiamato, la cui presenza non è stata rilevata nel corso dei tanti test che vengono eseguiti per verificare l’affidabilità del software. Per cui i tecnici Insiel, che pure erano stati mobilitati da subito, non sono riusciti a risolvere il problema. E dopo il nuovo crollo del pomeriggio (che ieri sera non era stato superato) hanno iniziato a lavorare con Oracle alla verifica e configurazione del programma con l’obiettivo di essere certi che questa mattina tutto il complesso apparato informatico dedicato alla sanità, sia in grado di funzionare. «Si è trattato di un incidente che ha messo in luce la vulnerabilità del sistema informatico che è vitale per la sanità - conclude Zanelli -, un incidente che non deve ripetersi».

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