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Moimacco, tre condanne per la morte sul lavoro

Dal gup del Tribunale di Udine un anno e 8 mesi per i dirigenti della Artwood. Nel 2008 un’addetta 37enne al reparto verniciature fu investita da una fiammata

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MOIMACCO. Diana Cromaz, 37 anni, di Torreano di Cividale, era stata investita e avvolta da una fiammata divampata da un fusto pieno di diluente poliuretanico, mentre lavorava nel cortile della “Artwood spa” di Moimacco. Era il 17 settembre del 2008. Ricoverata in gravissime condizioni e con ustioni su oltre l’80 per cento del corpo al Centro grandi ustionati di Padova, era morta il successivo 24 ottobre, dopo poco più di un mese di agonia. Vittima di un infortunio sul lavoro che l’aveva strappata all’amore della sua unica figlia, che all’epoca aveva sei anni ed era già orfana del padre, deceduto qualche anno prima in un incidente stradale. Per quella disgrazia, la Procura aveva aperto un’inchiesta che aveva portato il sostituto procuratore Claudia Danelon a formulare la richiesta di rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di omicidio colposo per quattro persone.

Ieri, il gup del tribunale di Udine, Roberto Venditti, ne ha giudicate colpevoli tre, tutti dirigenti della stessa Artwood, e tutti condannati a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa con la condizionale): Renzo Esca, 67 anni, di Udine, in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione, Walter Baldissin, 57, di Moimacco, responsabile della produzione, ed Enzo Bertoli, 62, di Udine, responsabile della prevenzione. Assolto con la formula “perchè il fatto non costituisce reato”, invece, il quarto imputato, Luigi Durante, 65 anni, di Prata di Pordenone, a sua volta coinvolto in qualità di presidente di “Sirca spa”, società produttrice del diluente.

La scorsa udienza, nelle conclusioni, il pm aveva chiesto due anni per i primi tre e un anno e quattro mesi per il pordenonese, mentre le difese avevano tutte invocato l’assoluzione. Il giudice ha inoltre condannato Baldissin e Bertoli a risarcire, in solido tra loro, il danno patrimoniale e non alla parte civile, ossia alla figlia minore, costituita con l’avvocato Raffaele Conte, che nelle conclusioni aveva quantificato il danno in oltre 500 mila euro. Per la liquidazione, le parti sono state rimesse davanti al giudice civile.

Stando alle perizie dei consulenti della pubblica accusa, a causare l’incendio era stata una scarica elettrostatica sprigionata dal diluente. Addetta al reparto verniciature, quando fu investita dalla fiammata, la Cromaz sarebbe stata priva di dotazioni antinfortunistiche. Da qui, anche l’accusa contestata ai soli tre responsabili della Artwood di omissione delle misure di sicurezza. Contravvenzione per la quale, avendo già tutti oblato, il gup ha dichiarato il non luogo a procedere per estinzione del reato.

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