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Ecco la nostra “Maratona delle Alpi”

Il giro d’Italia torna in Friuli. È realtà il carosello delle salite friulane che Enzo Cainero ha costruito in 10 anni: un’occasione per il rilancio dell’economia

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UDINE. Ottobre 2002. Enzo Cainero dopo due anni di lavoro e aver vinto parte dello scetticismo che regnava tra gli organizzatori del Giro si prepara a lanciare al mondo intero lo Zoncolan nella presentazione del giro d’Italia 2003. Arrivo a quota 1.730, ma dal versante meno nobile di Sutrio con gli ultimi terrificanti tre km, che poi sarebbero diventati terreno per l’ultimo ruggito di Pantani.

Ottobre 2012, dieci anni dopo il Friuli non ha solo presentato al mondo lo Zoncolan, nel frattempo con il suo versante “nobile”, ma è anche diventato il crocevia mondiale della passione per le due ruote. Il grafico che il patron delle tappe friulane Enzo Cainero ha preparato per noi rende bene l’idea. Non si tratta di una futura tappa del Giro, beninteso, ma del coronamento di un sogno: unire grazie alla bicicletta le più belle salite del Friuli da est a ovest, e viceversa.

Un carosello splendido cui ora manca, ma è a questo punto un dettaglio, solo l’asfaltatura dei sei km della Panoramica delle vette per diventare un canovaccio imprescindibile per gli organizzatori dei prossimi Giro d’Italia. Insomma, il carosello delle salite friulane entra nell’elite mondiale. E’ al tavolo cui siedono da decenni, grazie anche alle imprese dei campioni di Giro e Tour, i Pirenei, le Alpi francesi, le dolomiti e le montagne della Valtellina.

Sogno che si avvera. Domenica durante la presentazione del Giro 2013 a Milano, Cainero guardava con commozione quel grafico. «Perché è semplicemente un sogno che si avvera. In dieci anni – ci ha detto – abbiamo portato il Giro in decine di comuni della montagna friulana, i sindaci, la gente si sono entusiasmati ed hanno collaborato. Sfatati luoghi comuni come quello del carnico criticone e litigioso, abbiamo dimostrato che le istituzioni, in primis la Regione, riescono anche a lavorare a progetti di grande respiro e soprattutto abbiamo esportato nel mondo la nostra montagna gettando le basi anche per il rilancio economico della stessa». Il carosello.

I Pirenei da anni sono diventati meta del pellegrinaggio di migliaia di appassionati delle due ruote. Scalano Aspin, Peyresourde, Aubisque, Tourmalet, riempiono gli alberghi, fanno girare l’economia. Sulle alpi francesi poi c’è il carosello con Iseran, Madalene, Croix de fer, Telegrafo, Galibier, Alpe d’Huez, Izoard, Agnello e, pur più defilato, Ventoux. In Italia? Mortirolo, Gavia, Stelvio, Forcola in Valtellina e soprattutto la raffica di passi dolomitici, dal Costalunga alle Tre Cime, andando ad esempio da ovest a est passando per Sella, Pordoi, Marmolada, Giau, Tre Croci.

Ora arriva il Friuli. Non solo con Zoncolan, Duron e Crostis. La matita di Cainero ha tracciato una linea impazzita dal Piancavallo al Passo Rest, passando per Casera Razzo, appunto Zoncolan e poi Cason di Lanza, Pramollo, Malghe del Montasio e, perché no, anche le salite slovene come Mangarth e Vrsic. Tanto, ovviamente, per citare le ascese più famose.

Un carosello ora reso possibile dai lavori imponenti che consentiranno la messa in sicurezza della strada di Cason di Lanza, vera cerniera dell’ambizioso progetto. Grazie a quel passo il Pordenonese e la Carnia saranno uniti al Tarvisiano, anche ciclisticamente. Il futuro. I rapporti tra Cainero ed Rcs sono ottimi e il carosello delle salite friulane sarà nei prossimi anni un puzzle scomponibile a piacimento, come quello dolomitico e lombardo.

Un anno sullo Zoncolan, l’altro sul Montasio e via dicendo. Ora però bisogna far decollare l’economia legata allo sport delle due ruote – chiude Cainero – la Regione e in particolare Turismo Fvg devono dotare lo Zoncolan di un marchio capace di sfruttare economicamente l’impatto globale della montagna”. Ma intanto le salite friulane sono “in rete” come i colossi, dieci anni fa irraggiungibili, dolomitici o francesi. Dieci anni fa, chi l’avrebbe immaginato?

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