Cordoglio a Udine per la morte di Bianca Marini Solari

Honsell: un faro per tutti noi. Schiratti: se il Friuli è uscito dalla crisi del dopoguerra lo dobbiamo anche a lei

UDINE. Ha provocato vasto cordoglio la notizia della scomparsa di Bianca Marini Solari, mecenate ed eroina, moglie dell’imprenditore e senatore Fermo Solari morta tre giorni fa nella sua abitazione all’età di 104 anni. Numerose le attestazioni di cordoglio giunte ieri da parte di quanti hanno voluto testimoniare l’autentico legame che Bianca Marini ha creato con la città e il solco tracciato dalla sua esistenza.

È stato il sindaco Furio Honsell con una nota, ieri a evidenziare come la scomparsa di Bianca Marini Solari rappresenti una perdita per l’intera comunità. «Udine perde una figura di straordinario spessore – ha ricordato Honsell – un vero e proprio simbolo del mecenatismo friulano e una paladina della libertà» ha aggiunto il sindaco esprimendo il cordoglio dell’intero consiglio comunale.

«Oltre a ricordare il suo impegno diretto nella guerra di Resistenza come staffetta partigiana e a fianco del marito, che fu vicecomandante generale del Corpo volontari della libertà – sottolinea il primo cittadino –, per molti anni è stata una grande benefattrice per la città di Udine, donando opere d’arte alla Galleria d’arte moderna e finanziando più volte l’acquisto di beni e attrezzature per la biblioteca comunale. Basti pensare che nella seconda metà degli anni Novanta i primi computer arrivarono alla Joppi grazie a un contributo di Bianca Solari. Persone come loro devono rappresentare un esempio e un faro per tutti noi» ha concluso Honsell.

E un contributo significativo arriva dalla coordinatrice regionale donne Idv, Paola Schiratti. «Ho conosciuto Bianca Marini Solari in occasione di una ricerca scolastica negli anni ’90 con gli studenti del Manzini di San Daniele sulla ditta di orologi Solari, fondata dai fratelli Fermo e Remigio, marito e cognato di Bianca – racconta la Schiratti –. L’azienda, che aveva investito in ricerca e in qualità fin dalla sua fondazione, era leader mondiale nella produzione di orologi e tabelloni a paletta e a cristalli liquidi. Ci parlò – ricorda la Schiratti – della sua infanzia, della profuganza dei friulani nella prima guerra mondiale, della vita sua e di Fermo durante la lotta partigiana, della ricostruzione e dei valori sui quali è stata fondata la ditta Solari. Un impegno economico e manageriale, ma anche sociale, di assistenza e sostegno. Prima di tutto ai e alle dipendenti con servizi e integrazioni economiche, borse di studio per i figli, assistenza nella vita quotidiana, come i bagni costruiti in fabbrica a uso delle famiglie, il servizio delle assistenti sociali. Ma anche a bambini e giovani di paesi poveri lontani con adozioni a distanza e borse di studio».

Se il Friuli è uscito dalla crisi del secondo dopoguerra, è il commento della Schiratti, lo dobbiamo anche alla iniziativa e alla cultura di Bianca.

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