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Il cippo dello Zoncolan al museo del paracarro LE FOTO

Il manufatto in cemento è finito in una bizzarra esposizione aperta in Valsugana. Vicino a quelli delle salite mito del ciclismo il pezzo carnico dedicato a Simoni

1 minuto di lettura

OVARO. Un paracarro dello Zoncolan finisce al museo. Potere della fama conquistata dalla salita carnica grazie alle tappe del Giro d’Italia. E così uno strumento caduto in disuso anche in Friuli, inutile, scartato, tanto che lo stesso nome paracarro ha in questi anni preso un’accezione sempre più negativa, è tornato d’attualità. Grazie all’idea di un appassionato trentino, che a Pergine Valsugana si è inventato addirittura il museo del paracarro.

Dario Pegoretti, ora in pensione ma con un’esperienza ultratrentennale come come responsabile delle strade provinciali del Trentino, ha pensato di raccogliere in un’area della frazione di Canezze i paracarri delle più celebri strade di montagna d’Italia. E, visto che il passatempo preferito per il “nostro uomo” è quello del ciclismo, il gioco è presto fatto e nel museo a cielo aperto negli ultimi anni sono stati raccolti i paracarri delle più celebri salite del Giro d’Italia. Dozzine di pezzi in cemento, come detto un tempo indispensabili e ora spesso finiti tra le cose da buttar via.

Pegoretti un giorno ne aveva visti una dozzina gettati via in un cantiere perchè considerati desueti sulle strde e quindi rimossi. E così è nata un’idea, che in pochi anni ha consentito di raccogliere oltre cento colonnine pietrose provenienti da salite mito come Stelvio, Tonale, Rolle, Fedaia e Pordoi. Ciascun paracarro poi è stato abbinato ai campioni del ciclismo conquistatori di quelle salite.

E quindi Coppi, Bartali, Girardengo, Moser, Merchx, Gimondi, Pantani e Gilberto Simoni. Sì, il campione trentino due volte vincitore della maglia rosa ma soprattutto bi-conquistatore dello Zoncolan. Perchè da alcuni giorni al miseo di Pergine troneggia accanto ai paracarri delle salite mito anche quello dello Zoncolan. Il Comune di Ovaro, in particolare il sindaco Romeo Rovis e l’assessore alla cultura Mara Beorchia, ricevuta la mail con la strana richiesta dal Trentino all’inizio sono sobbalzati sulla sedia, poi hanno risposto con entusiasmo inviando un paracarro carnico doc. Un’altra dimostrazione di come lo Zoncolan sia ormai tra i signori della montagna. Altroc he un paracarro da buttar via.

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