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L’Ue richiama l’Italia: non ha ancora firmato la Carta di tutela

Monito da Bruxelles al Governo Letta Cisilino (Arlef) ai lavori

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BRUXELLES «Dopo vent’anni dall’adozione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie l’Italia non ha ancora provveduto alla sua ratifica. Si tratta di una situazione a cui il Governo italiano è chiamato a intervenire quanto prima».

La coincidenza tra il richiamo nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles del vicepresidente della ong di rappresentanza delle minoranze presso l’Ue, Davyth Hicks, in occasione del convegno “Regional languages in the polices of the European union and its member States” e le celebrazioni per il ventesimo della Carta europea delle lingue minoritarie è bruciante.

Infatti, proprio mentre ovunque si organizzano manifestazioni e convegni per celebrare l’avvenimento, in Europa ci si chiede come mai in Italia non sia stato ancora ratificato il trattato internazionale che è già entrato in vigore in 25 stati europei.

A ricordarlo è stato proprio ieri anche il finlandese poliglotta – dieci sono le lingue che pratica attivamente - Johan Haggman, coordinatore del team della Commissione europea che si occupa di multilinguismo. Haggman, che ha parlato al convegno organizzato dalla Regione polacca della Pomerania in collaborazione con la Regione Friuli Vg per il tramite dell’ufficio di collegamento di Bruxelles, ha confermato la grande attenzione per la situazione della lingua friulana, che, ha garantito, «viene costantemente monitorata dal Commissario europeo per il multilinguismo».

A tal proposito, è stato il direttore dell’ARLeF, William Cisilino, a illustrare il percorso normativo che la Regione Friuli Vg ha portato a termine a favore della tutela del friulano: «La promozione delle minoranze linguistiche – ha rilevato Cisilino - diventerà sempre piú importante nell’ambito delle future politiche europee, tant’è che ormai le lingue minoritarie possono accedere, con la stessa dignità delle altre, a tutti i programmi di finanziamento della Ue».

«A tal fine risulta strategico instaurare rapporti di collaborazione proficui e duraturi con le organizzazioni presenti nelle istituzioni europee, come il European Language Equality Network».

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