Scarsa igiene e manutenzione: chiuse sette aziende alimentari

Controlli a tappeto dall’Ass 4: l’80 per cento delle ispezioni ha evidenziato alcune irregolarità. All’origine delle carenze, in molte piccole aziende c’è la mancanza di risorse per gli investimenti

UDINE. A parlare sono i numeri: nella prima metà dell’anno l’Azienda per i servizi sanitari 4 del Medio Friuli ha fatto chiudere 7 imprese, vale a dire circa una al mese, per irregolarità gravi dal punto di vista igienico sanitario. Panifici, negozi di gastronomia, ristorazione, tutte attività di piccole dimensioni, per lo più a conduzione familiare, che sono state costrette a chiudere in attesa di adeguarsi agli standard di sicurezza e a pagare pesanti sanzioni.

Provvedimenti adottati per inadempienze alle misure dal punto di vista igienico sanitario o a carenze nell’attività di manutenzione alle celle frigorifere, agli impianti di lievitazione, ai banconi. Non bastasse, sono state applicate 69 sanzioni per irregolarità riscontrate nel corso dei controlli. E, tanto per sfatare i luoghi comuni, non è la gastronomia etnica a collezionare il maggior numero di sanzioni, non i ristoranti cinesi, e nemmeno i tanto vituperati kebab.

«Purtroppo - osserva Aldo Savoia, direttore del Dipartimento per l’Igiene degli alimenti - la crisi si sta riverberando pesantemente sulla propensione da parte delle aziende a investire, specie quelle di piccole dimensioni e le conseguenze si vedono».

Nei primi sette mesi dell’anno i tecnici dell’Ass4 hanno effettuato circa 1.400 interventi sulle attività della filiera alimentare sul territorio aziendale (un bacino di 350 mila abitanti), circa 800 le verifiche.

«L’80% dei controlli ha evidenziato irregolarità – ragguaglia Savoia –. In molti casi documentali, formali o di etichettatura, ma in metà dei casi le violazioni erano consistenti e per sette aziende abbiamo dovuto disporre la chiusura fino al ripristino dei requisiti di sicurezza».

Un fenomeno che era già emerso negli ultimi mesi dello scorso anno, quando il numero delle irregolarità riscontrate ha subito un’impennata, come del resto le chiusure. Per comprenderne le cause basta fare i conti con il numero di cessazioni di attività. Scorrendo i registri dell’attività ispettiva affidata al personale dell’Ass4 si scopre per esempio che ben 77 verifiche già programmate quest’anno sono saltate perché le aziende da controllare avevano chiuso i battenti.

E per le altre si impone la necessità di fare economia sulle spese, il che significa che si taglia su tutto, perfino sulle pulizie e sulla manutenzione delle attrezzature, dai forni ai frigoriferi, le guarnizioni non vengono sostituite per esempio, così pure gli attrezzi. E allora arrivano le sanzioni.

In alcuni casi sono gli adempimenti formali a generare le irregolarità. «A distanza di cinque anni dalla prima applicazione della norma europea sugli operatori alimentari - sottolinea Savoia – vi sono ancora imprenditori che non comunicano le variazioni di attività, i subentri, il cambio di ragione sociale, di sede legale, le variazioni strutturali o gli eventuali ampliamenti quando è noto che vanno inoltrate ai nostri uffici entro 15 giorni. A questo riguardo, rivolgiamo un’esortazione ad adeguarsi e, in caso di dubbi, a consultare il nostro sportello, aperto il martedì dalle 15 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 11».

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