Omicidio di Udine, preso il killer Da studente fuori corso a folle omicida per soldi - FOTO - VIDEO

Nicola Garbino: l’apparente normalità di una vita vissuta con i genitori. L’incredulità dei vicini: non può essere lui, è un ragazzo serio e tranquillo

POZZUOLO. Come la tenia, come un parassita. S’insinua, si accomoda, si nutre e cresce. Cresce giorno dopo giorno in modo silente, erode, ruba. Infine esplode. Esplode in mille modi, apparentemente senza una ragione. Questa volta è tracimata in una giornata di settembre, in un luogo lontano da stress, lavoro e pensieri. E si è abbattuta cinicamente e casualmente come un meteorite, stroncando la vita di una 28enne zeppa di progetti, di sogni, di aspirazioni. Di futuro.

Due parole: follia omicida. Quella messa in atto da Nicola Garbino, 36enne studente fuori corso di ingegneria, ragazzo tranquillo, ovviamente normale nella misura in cui la normalità è soltanto l’inutile specchio di una quotidianità da ostentare come merce in vetrina. Un bamboccione soltanto, verrebbe da dire. Uno votato al fallimento, forse, ma non per questo proiettato necessariamente verso la follia omicida, appunto. Vive a Zugliano, in una villetta a ridosso della ferrovia, assieme al fratello Gianluca, dirigente alla Despar, e ai genitori Danilo e Silvana. Studia, ma non si laurea.

Frequenta l’università, ma non ha molti amici. È solo, ma apparentemente tranquillo, rassicurante. Il tamtam mediatico, seguito al suo fermo, ieri mattina parla di una persona in cura psichiatrica. Invece, Nicola non era inserito nelle liste delle persone seguite dai servizi sociali del Comune di Pozzuolo, non risulta negli elenchi di quanti sono stati “visti” al Sert, non c’è traccia della sua presenza nel database del Centro di salute mentale. Eccola la follia omicida travasata da una normalità di vetrina.

«No! Impossibile, non può essere lui..., non ci credo, è un bravo ragazzo...», sussurra quasi piangendo la madrina giunta nel pomeriggio per rincuorare i genitori di Nicola. Quel “Non può essere lui” è il refrain dei vicini di casa, una cantilena scaccia-paure, uno scudo legittimo per non volere ammettere che la “follia omicida” si alimenta e cresce senza che ce ne accorgiamo. Nicola era benvoluto, in via Conceria, a ridosso dell’ex Cogolo. Una manciata di case dove tutti si conoscono. Due volte l’anno si ritrovano per un incontro enogastronomico. Nicola era parte di quella piccola comunità.

«Non ci posso credere, non può essere stato lui. Anche perché credo che nessuno qui negli ultimi 15 anni abbia visto Nicola partire da casa in bicicletta». Luciano Cecchini è appoggiato al portoncino della sua abitazione. Scuote il capo. Poi replica: «Non sono convinto, non può essere lui». La pensano così tutti, in via Conceria. Umberto Cugerone e sua moglie Dina sono i dirimpettai dei Garbino. Le due famiglie sono in ottimi rapporti. «Questa mattina – dice l’uomo - ho scambiato due chiacchiere con sua mamma. Nicola? Tranquillo, serio. Problemi? Non mi risulta proprio. Davvero siamo senza parole. Non so, non sappiamo cosa dire».

Umberto riprende a tinteggiare la ringhiera. Lo sta facendo da alcuni giorni. E in quelle stesse ore lo studente di ingegneria fuori corso s’inventava un film dell’orrore con lui protagonista nelle vesti di un rapinatore con l’obiettivo poi di richiedere il riscatto. Voleva soldi, quelli che non aveva guadagnato ancora. Ed era pronto a tutto. Per questo si era armato di un coltellaccio. Si è acquattato lungo l’Ippovia inseguendo il suo delirio, attendendo una preda, casualmente, la prima che fosse transitata in quel punto.

Ha trovato Silvia. Silvia era l’antitesi di Nicola: brava, diligente, studiosa, a un passo dal coronamento del suo sogno. Un incontro beffardo tra due opposti: la follia omicida e la candida normalità ebbra di vita... La figlia di una vicina di casa chiede con un filo di voce: «Lui...? Nicola... Ditemi che non è vero...». Si appoggia alla sua auto, le tremano le mani. «Oddio, mi sento male..., ho paura di svenire. Scusatemi. Ma non ditelo a mio padre che è appena stato operato. Cos’ha fatto Nicola, cos’ha fatto? Ditemi che non è lui...».

Via Conceria è ammutolita. Lo si coglie dai visi smarriti, dal pallore delle persone alle prese con una verità devastante. Nessuno si era mai accorto dei demoni di Nicola. Pochi si accorgono dei demoni degli altri.

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