Nasce Seed Group, rete di aziende contro la crisi

PASIANO. Potrebbe diventare un esempio da seguire per tutte le ditte del territorio la prima associazione di sette aziende che si sono messe insieme per aggredire il mercato internazionale. Trovare...

PASIANO. Potrebbe diventare un esempio da seguire per tutte le ditte del territorio la prima associazione di sette aziende che si sono messe insieme per aggredire il mercato internazionale. Trovare nuove vie per rilanciare il made in Italy e uscire così dalla crisi è ormai il leit motiv degli ultimi anni: il più recente in ordine di tempo è il convegno che si è stato organizzato mercoledì scorso dal circolo locale del Pd e che ha visto la presenza della presidente della Regione Debora Serrachiani.

La storica azienda pasianese “Bettin Angelo-Lavorazioni Meccaniche” ha firmato l’atto di costituzione della rete d’imprese “Seed Group” assieme alla “Alfa Elettronica srl” di Cordenons, “Costam Hi Tech srl” di San Quirino, “Eps srl” di Villotta di Chions, “Martin Stefano” di Pordenone, “Prosem Progetto Semina srl” di Roveredo in Piano e “Ros srl” di Azzano Decimo. Insieme rappresentano una realtà che conta circa 300 dipendenti e oltre 30 milioni di fatturato.

Già individuato il primo progetto comune: si tratta di un distributore per macchine agricole da semina monogerme a movimentazione elettronica che permette la regolazione dell’erogazione del seme, da esportare in Spagna.

Il neo presidente di Seed Group, Alfredo Turchetto, legale rappresentate della Prosem Progetto Semina srl, si dichiara entusiasta del progetto.

«Ringrazio il distretto Comet, la Camera di commercio di Pordenone e l’Unione industriali della provincia che ci hanno supportato in tutto il processo di aggregazione – ha affermato –. Il vero successo dell’operazione è l’entusiasmo che le imprese stanno dimostrando nei confronti del progetto. La potenzialità dell’iniziativa è evidente a tutti, grazie a Seed Group potremo presentarci come una grande gruppo senza però rinunciare alla flessibilità tipica delle piccole e medie imprese. Ritengo che la buona riuscita del nostro progetto possa essere anche un importante segnale per il territorio: non è più un sogno utopico aggregarsi. E’ possibile, direi quasi necessario in alcuni casi. Molti di noi collaboravano già da anni, altri sono stati una piacevole sorpresa. È finito il tempo degli individualismi, le nuove sfide sono affrontabili solo aggregandoci».

Da sole, le piccole e medie imprese, a meno che non producano prodotti di eccellenza di nicchia, sono destinate a scomparire sotto il peso delle grandi aziende che riescono a essere più competitive. Ecco che, con un programma condiviso in cui s’impegnano a collaborare attraverso lo scambio di informazioni e prestazioni industriali, tecniche e tecnologiche, anche le piccole e medie aziende del territorio possono riuscire a essere competitive senza rinunciare alla loro individualità. (c.st.)

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