Barbara Errico: «Dedicato a Lelio con tutto il mio swing»

La cantante udinese è in uscita con “Sentimentale”, un cd omaggio al grande Luttazzi. «Lui sarà sempre il Re»

Il postino infilò un pacchettino quadrato nella buca delle lettere di casa Luttazzi, poco prima del Natale 2010.

Lelio lo scartò e si ritrovò per le mani un cd, Endrigo in jazz di Barbara Errico. E quel suono inalato con l’attenzione che lui dedicava alla musica, provocò una mail: «Cara Barbara, ho ascoltato i tuoi pezzi in ritardo a causa della mia neuropatia... ora però posso affermare che tu rappresenti per me la perfezione insieme ai tuoi musicisti. BRAVA! Ti auguro una carriera luminosa». L.L.

«Lessi e rilessi, le imparai a memoria quelle parole, commossa, felice, incredula. Nessuno meglio di quest’uomo meraviglioso, che seppe modulare il leggero e il colto, riuscì a cogliere il senso di una musicalità complessa e in Italia spinta nelle retrovie dal pop e dal rock. Eppure fu ugualmente grande, spopolò in tv - irripetibili i suoi duetti con Mina - consegnando allo swing una nuova vita lontano da Kansas City che negli anni Venti lo propose al mondo».

Forse un caso, eppure siamo ancora nell’atmosfera natalizia, come tre anni fa quando Luttazzi ed Errico iniziarono a conoscersi. Stavolta, in più, c’è un cd.

Non ancora cellophanato, ma pronto per essere inscatolato, a cura della Dodicilune. «L’ho desiderato - confessa la cantante udinese - e con al fianco la Fondazione Luttazzi, sono riuscita a far convivere dodici splendidi brani, tutti ovviamente a firma sua.

Con l’inedito Buonanotte Rossana, scritto per la moglie amata. Ora, noi due, siamo amiche. Senza di lei non ce l’avrei proprio fatta».

Errico è una delle nostre the voice jazzate più celebrate - nel 2011 impugna l’International Jazz Awards e per ben due annate è tra le dieci migliori interpreti italiane - una scoperta di Armando Battiston, ricorda, «che mi ordinò di non smettere mai». Il primo passo è il Barbara Errico jazz quintet del 1998 e l’ultimo una appassionata dedica a Sergio Endrigo, si diceva.

Ora non resta che ascoltarlo, Sentimentale, in un sorta di première virtuale.

Intanto due evergreen, Blue Skies e Mia vecchia Broadway, dalle tonalità dixieland.

«Non sembri una mescolanza casuale, ogni tipologia è unita da assonanze conformi, ha un suo significato e arrangiamenti affidati ai musicisti più in sintonia con le varie tipologie armoniche. E così il direttore d’orchestra della Rai Vannucchi mi ha assistito nei pezzi della memoria, il pianista Lorenzo Hengeller - che si intravede in Servizio pubblico di Santoro - si è occupato di Chi mai sei tu e di Canto anche se sono stonato, mentre Franco Feruglio, udinese, amico da sempre, di Mi piace e di Buonanotte Rossana. Il tocco caldo del Sud è infuso da un grandissimo chitarrista, Antonio Onorato. E mi riferisco a Souvenir d’Italie e a ’Nammurammece. Ecco, questo è tutto».

A fine gennaio l’oggetto sarà sugli scaffali. «Inutile, Lelio rimane il re, l’unico e irripetibile sovrano tricolore dello swing».

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