Serracchiani minacciata, un sospettato per la lettera

Il presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani

Le indagini della Digos di Udine e di Trieste hanno escluso la pista eversiva. Gli inquirenti si sono concentrati su un triestino noto per episodi simili in passato

UDINE. Dietro alla busta contenente polvere bianca sospetta non si nasconde nessun movimento eversivo. Gli investigatori della Digos di Udine hanno infatti escluso, almeno per il momento, che le minacce indirizzate alla presidente Debora Serracchiani siano opera di soggetti da ritenere in qualche modo pericolosi.

I sospetti si sono concentrati su un noto mitomane triestino e infatti nelle indagini è stata coinvolta la Digos di Trieste. Possibile quindi che già nei prossimi giorni la polizia riesca a individuare con certezza l’autore della missiva che ha bloccato l’attività della Regione nella sede di Udine per diverse ore.

Se alle lettere ingiuriose e alle offese, i dipendenti dell’ufficio di presidenza che si occupano della posta sono (purtroppo) ormai abituati il finto antrace ha fatto scattare il protocollo di sicurezza bloccando di fatto tutte le attività. Ad aprire la busta è stata una collaboratrice di Serracchiani che si è trovata in mano un foglio di giornale con la scritta a penna “Antrace per tutti i politici” accompagnato da polvere bianca. Immediatamente è stato allertato il personale di vigilanza della Regione che ha fatto allontanare la presidente e i suoi collaboratori dagli uffici e contemporaneamente ha informato la Questura e il comando dei vigili del fuoco di via Popone.

In pochi minuti gli agenti della Digos sono arrivati sul posto con i pompieri che si sono adoperati per isolare (sono stati chiusi anche i sistemi di condizionamento dell’aria) e mettere in sicurezza la zona. Solo in serata i vigili del fuoco hanno escluso che la polvere bianca fosse pericolosa. Niente batteri insomma. Tanto che il giorno successivo l’attività degli uffici di via Sabbadini è tornata alla normalità.

Gli investigatori si sono così concentrati sul foglio di giornale che riportava la campagna choc ideata dal massmediologo Klaus Davi per sensibilizzare i politici sulla vicenda della Ideal Standard di Orcenico. Davi ha rappresentato le proteste dei lavoratori mettendo – con un fotomontaggio – otto politici sulla tazza del water o sotto la doccia, tutti rigorosamente sanitari Ideal standard. Lo slogan scelto per il premier era “Matteo non stare sereno”. Un messaggio chiaro rivolto alla politica che l’autore della lettera ha fatto proprio aggiungendo insieme alla polvere bianca anche la scritta “Antrace per tutti i politici” e accanto alla foto di Davi la parola “ebreo”. Ed è proprio analizzando quelle scritte che gli agenti della Digos contano di risalire all’autore.

Intanto alla presidente Serracchiani arriva la solidarietà del sindacato. «Un atto vile e meschino, fermamente da condannare»: le minacce indirizzate alla presidente, al suo staff e al creativo Klaus Davi trovano il fronte compatto della Cisl regionale. Con una lettera indirizzata alla governatrice, la Cisl esprime tutta la sua solidarietà, garantendo ogni appoggio volto ad assicurare la legalità, anche in una vicenda complessa come quella di Ideal Standard. «Giocare sulla paura, sul ricatto, nell’ombra, è l’esatto contrario del modello di società che tutti concorriamo, per le rispettive responsabilità, a costruire ogni giorno», scrive il segretario generale Giovanni Fania. «Legare poi tale viltà all’operato dei lavoratori e della comunità in salvaguardia dell’Ideal Standard è ancora più vigliacco e meschino».

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