Legge Bacchelli per il poeta friulano Pierluigi Cappello

Il poeta friulano Pierluigi Cappello

Il via libera del Consiglio dei ministri "in considerazione dei meriti conseguiti nella carriera artistica"

TRICESIMO. Nel fragore degli scandali che azzannano l'Italia, spunta ogni tanto qualche notizia che conforta. Una è arrivata ieri pomeriggio e ha acceso i sorrisi nel prefabbricato di via San Francesco, a Tricesimo, dove abita il poeta Pierluigi Cappello. Il governo Renzi gli ha concesso il vitalizio della legge Bacchelli, assieme allo scrittore Daniele Del Giudice e al regista Giuseppe Ferrara. Non si tratta di cifre iperboliche, ma certo necessarie per garantire ad artisti in difficoltà una vita meno complicata e più serena.

La notizia tira su il morale perché significa che, pur in un momento di angosciante crisi (morale, economica e sociale), questo Paese non dimentica chi regge sul palmo delle mani e del talento un bene così delicato e indefinibile, ma fondamentale per ciascuno di noi, come l'arte e la letteratura.

La Laurea honoris causa al poesta Cappello

Per sostenere Pierluigi Cappello (tutti ormai conoscono la sua storia, con il gravissimo incidente stradale di cui fu vittima 31 anni fa che lo obbligò a una vita di costrizione su una carrozzina, e sanno quanti premi ha vinto con la sua attività) a fine 2011, grazie a un movimento che aveva tra i promotori Lucio Tollis, ci fu una sincera crociata di intenti, che abbracciò in maniera bipartisan – come raramente accade – il mondo politico regionale, quello accademico (con interventi degli atenei di Udine, Firenze, Siena e dell'Accademia della Crusca), quello imprenditoriale, oltre a uno stuolo di lettori e fans che sui social network si schierarono con passione a favore dell'appello, di cui lo scrittore Tullio Avoledo diede il senso e un'immagine efficace affermando: «Un anno di Bacchelli a Cappello costa meno di tre mesi di stipendio del portaborse di un parlamentare. Ma nessun portaborse scriverà poesie come quelle di Pierluigi. Che invece ce la fa benissimo a portare una borsa».

Di quella serie di iniziative, dopo tanti articoli usciti anche sulla stampa nazionale e autorevoli prese di posizione, si sono perse un po' le tracce per oltre due anni, fino all'annuncio di ieri, in larga parte inatteso dallo stesso poeta, sempre alle prese con la battaglia posta dalle difficoltà quotidiane.

Il vitalizio assume adesso un significato concreto e simbolico particolare anche per la coincidenza riguardante Daniele Del Giudice, che Cappello conobbe durante un incontro a Udine una ventina di anni fa e al quale ha dedicato in segno di stima una delle poesie più note, in cui parla di Antoine Saint-Exupéry quale omaggio a un comune mito legato al volo. Il volo del nostro poeta ora può continuare in condizioni meno complesse e disagiate, perché la Bacchelli è una legge civilissima se applicata a ragion veduta e con serietà.

Non cambia la prospettiva di colui che dentro la precarietà vive da sempre e da quell'universo dice cose illuminanti per le coscienze di tutti noi, alla ricerca di un segnale con cui affrontare tempi così imprecisi. Cambia però la sua collocazione in un mondo certo distratto e confuso, ma che stavolta ha saputo ascoltare la voce, fortissima nella apparente fragilità, di chi profeticamente da una terra remota, la più lontana provincia dell'impero, ha mandato a dire all'imperatore «che tutti i pozzi si sono seccati e brilla il sasso lasciato dall'acqua». E l'imperatore ha deciso di rispondere.

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