«Vuole chiudere l’abbonamento? Paghi 4 mila euro»

Un imprenditore si è visto recapitare la lettera dopo tre anni Non voleva più ricevere una rivista sulla pubblica sicurezza

SACILE. «Tre anni di abbonamento alla rivista della Pubblica sicurezza e quando dico basta mi rifilano un conto salatissimo: di 4 mila euro». I truffatori indossano anche la divisa e per Sandro Poletto aumentano le grane. Un abbonamento sottoscritto in fiducia gli costa caro.

«Mi sono abbonato nel 2010 – ha raccontato l’imprenditore Sandro Poletto nell’anticamera dello sportello di Federconsumatori –. Per 9 numeri all’anno ho pagato 145 euro: il giornale di polizia arrivava nella buca postale. Nel 2013 dico: signori basta. Ma ricevo una telefonata con avviso di pagamento di 500 euro per cinque riviste. E mi fanno lo sconto se voglio chiudere il conto: 216 euro. Ma siamo impazziti?».

Dall’imboscata delle riviste, è difficile scampare. «In febbraio mi è arrivata una chiamata dal call center – continua il racconto Poletto – per avvisarmi che gli insoluti per riveste in giacenza ammontano a 4.800 euro. Da pagare. Non ho mai firmato nulla e voglio liberarmi da questo imbroglio. Mi avvisano successivamente che, se voglio, posso avere uno sconto: meno 20%. Nel caso fossi pensionato: meno 50%».

Conti pazzi, dice Poletto che ha annusato odor di truffa e non ne vuole sapere di aprire il portafoglio per una fantomatica casa editrice. «Non esiste che paghi – è la linea dura dell’imprenditore dell’area liventina –. Mi ha chiamato al telefono anche un certo Michele per darmi un ultimatum: pagare in 48 ore se non voglio finire in causa. Ma non esiste proprio, che possa pagare dei truffatori».

L’ Unione nazionale consumatori, intanto avvisa che ci sono truffe telefoniche per vendere riviste e calendari delle forze dell’ordine. La truffa telefonica, insieme a quella on line, è quella più frequente. «La telefonata si apre affermando che la persona contattata è da sempre sostenitrice delle forze dell’ordine – spiegano le associazioni dei consumatori – e di alcune riviste. Si chiede si sottoscrivere un abbonamento». Ci sono collezionisti appassionati di calendari e riviste dedicati alle forze dell’ordine, ma polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, non fanno vendite telefoniche. «Telefonate truffaldine – dicono alla Federconsumatori – da interrompere».

Le questure di mezza Italia hanno chiarito la cosa. «Nessuno è autorizzato – è stato il comunicato nazionale – a raccogliere fondi o a proporre abbonamenti al telefono per riviste della polizia di Stato».

Occhio anche ai falsi funzionari dell’Agenzia delle entrate. La truffa è in agguato. Al telefono si spacciano appunti per funzionari del Fisco e propongono abbonamenti a riviste ovviamente inesistenti, unitamente a un servizio di consulenza fiscale personalizzato. L’abbonamento a una fantomatica “rivista” dell' Agenzia al costo di 198 euro è una truffa. L’Agenzia delle entrate, quella vera, ha pubblicazioni gratuite sul sito www.agenziaentrate.gov.it e negli uffici sul territorio.

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