Serracchiani: «Sono contenta di aver abolito i vitalizi»

La governatrice interviene sulla pubblicazione delle rendite d’oro degli ex consiglieri. Moretton: cifre esagerate. Da Antonaz silenzio

UDINE. «Sono contenta di poter dire che non prenderò il vitalizio perché l’abbiamo abolito. Ed è stata una scelta importante». Parola della presidente Debora Serracchiani all’indomani della pubblicazione sul sito istituzionale della Regione e sulle pagine del “Messaggero Veneto” dei vitalizi incassati (in quanto già maturati) da quanti hanno prestato la loro opera nella gestione della res publica regionale. Intanto però l’ex consigliere Gianfranco Moretton (oggi Scelta civica, ma un passato nel Pd) tuona contro «dati sbagliati ed esagerati. Il mio cedolino, al lordo, recita 5.100 euro e non 6.437 come riportato.

E al netto di tasse e spending review, in tasca arrivano 3 mila euro netti, per uno che ha fatto quattro legislature». Moretton, tra i sei più “ricchi”, ha il merito di avere risposto al telefono, a differenza di Roberto Antonaz (Rc) che ha rimbalzato l’intervista per tutto il pomeriggio, salvo poi chiudere la conversazione scusandosi perché «in riunione».

Silenzi al posto di commenti e diverse arrabbiature, alla vista dei vitalizi resi pubblici, anche da parte di altri ex politici. Nel frattempo la presidente Serracchiani stava parlando all’assemblea di Idealservice. Quella l’occasione in cui Serracchiani ha ricordato che l’assemblea regionale ha abolito il vitalizio per i consiglieri (e quindi anche per sè stessa): «Si tratta di un messaggio significativo e atteso dai cittadini, indispensabile per consentire alla politica di guardare i cittadini negli occhi senza alcun timore», ha aggiunto la presidente. Come detto l’ex consigliere Moretton ha parlato di dati «sbagliati ed esagerati: guardo il cedolino e, sempre al lordo, sono molto meno, è necessario informarsi. Il dato riportato non è quello giusto: si tratta, al lordo, di 5.100 euro, per uno che ha fatto 4 legislature.

C’è una gran bella differenza. Quella cifra poi è soggetta a tassazione, per cui vanno tolti altri mille euro al netto, visto che la spending review è già stata applicata». Quanto alla pubblicazione delle cifre sul sito istituzionale della Regione, Moretton promuove l’operazione: «Non c’è niente da nascondere. È previsto dalla legge che stabilisce anche l’entità del vitalizio.

Si è trattato di un’attività pubblica ed è giusto che sia evidenziato anche il vitalizio. Non è nulla di straordinario, forse però sarebbe bene estendere questo obbligo anche ai dirigenti pubblici e ai parlamentari europei». Roberto Antonaz (Rc) ha chiesto di non parlare al telefono, ma attraverso la posta elettronica.

Immediata la replica via mail, con l’elenco delle domande per le quali si sarebbe voluta una riposta: «Si tratta, come avrà immaginato dei dati sui vitalizi che abbiamo pubblicato oggi: sono giusti? Se no, entrando a gamba tesa, quanto recita il lordo del suo cedolino? Le sembra giusto che la Regione (lì abbiamo preso i dati) abbia pubblicato tutto sul sito? perché? In tempi di spending review e generale recessione, le sembra corretto incassare quella cifra, anche in confronto a tante pensioni minime che ci sono in Italia?» Nessuna risposta.

Soltanto un sms poco prima delle 20: «Scusami tanto, ma sono in riunione». Tutti i dati relativi alle rendite vitalizie sono pubblicati sul sito Internet della Regione. Sono sei le pensioni più “pesanti”, pari a 6.437 euro al mese e cioè quelle di Cocianni, Tripani, Varisco, Casula, Moretton e appunto Antonaz. L’ex presidente della Regione Renzo Travanut si ferma a 5.851 euro al mese, mentre oltre i 6 mila euro vi sono anche Cruder, Zanfagnini e Saro.

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