Poeti, ha già vinto la nuova generazione

Ancora un passo verso il premio Cucchi, Magrelli e Rentocchini si misurano con il pubblico

UDINE Si può ancora parlare di generazioni? Maurizio Cucchi, Valerio Magrelli, Emilio Rentocchini, giurati del Premio Villalta poesia, si interrogano questa domenica sera, alle 18.30, proprio nell'antico castello che da nome al premio e presentano, nell'appuntamento precedente alla decisiva fase di avvicinamento alla scelta di un unico vincitore, la terna dei finalisti che qualifica il premio nella sua trasparenza e vitalità ma che costituisce una sorpresa: neppure uno dei due candidati dalla giuria dei giovani è passato al confronto finale.

Il voto delle giurie congiunte ha decretato, infatti, la preferenza per i tre libri degli autori di maggiore esperienza al di là delle scelte di campo e delle indicazioni generazionali. Maurizio Cucchi, con "Malaspina" (Mondadori), Valerio Magrelli, per "Il sangue amaro" (Einaudi) che Emilio Rentocchini, per "Stanze di confine" (Il Fiorino), sono gli autori prescelti che incontreranno il pubblico che fin dal primo appuntamento, ha seguito il premio con grande attenzione.

Il lavoro della giuria, non privo di accese discussioni, si è concentrato sullo spessore e sulla tenuta formale delle singole opere.

Un risultato inatteso, dunque qualora si pensi che la formula del premio avrebbe permesso alla giuria "junior" di allearsi in favore di una scelta di campo legata ai temi della propria generazione e che offre lo spunto per una riflessione, già avviata, del resto, nel corso della primo incontro dei poeti con il pubblico il 15 giugno scorso, che riguarda proprio il senso e la legittimità dello sguardo alla vicenda della poesia dei decenni recenti in termini di "generazioni".

Il Premio Castello di Villalta Poesia, che ha lo scopo, più volte ricordato dalla sua Presidente e promotrice Marina Gelmi di Caporiacco, "di promuovere e valorizzare la poesia italiana, favorendo l'incontro tra le generazioni, è nato per restituire dimora alla poesia in un luogo antico, già cenacolo poetico, per volontà di mio padre", seleziona i finalisti attraverso due giurie, una di poeti e critici che hanno già ottenuto riconoscimento in questo ambito (Antonella Anedda, Alberto Bertoni, Roberto Galaverni, Antonio Riccardi, Gian Mario Villalta), e una di giovani che si stanno affermando con decisione: Roberto Cescon, Azzurra D’Agostino, Tommaso Dio Dio, Massimo Gezzi, Franca Mancinelli.

Questa formula fa sì che il premio non sia solo un omaggio a un autore e a un'opera, ma che sia anche un modo per discutere, tra i giurati, con i poeti e con il pubblico, sui temi, sul senso e sulle forme della poesia di oggi.

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