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Sono arrivati in regione i primi profughi

Un aereo è atterrato ieri sera a Ronchi con 120 persone. Una trentina è stata trasferita a Palmanova: sono siriani

2 minuti di lettura

UDINE. Il via libera dalla Prefettura è arrivato al Comitato provinciale della Croce rossa nel pomeriggio, annunciando l’arrivo in serata del contingente di 120 profughi provenienti dalla Siria e destinati a essere smistati fra le province di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste.

Poche le informazioni fornite ai volontari. Solo l’annuncio che si trattava di profughi approdati sulle coste italiane quindi decollati dall’aeroporto d Reggio Calabria. In serata si è appreso che si trattava di sette nuclei familiari, fra i quali anche alcuni bambini.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Arrivati i profughi]]

La scorta

Il volo sul quale sono stati imbarcati gli immigrati, accompagnati da alcuni agenti di pubblica sicurezza, stavolta ha fatto rotta sull’aeroporto di Ronchi dei Legionari dove l’atterraggio era previsto per le 22.50.

Nonostante il clima di tensione e la sfiancante attesa che si è prolungata da martedì, quando il prefetto Provvidenza Delfina Raimondo ha convocato una riunione negli uffici di via Piave, i volontari del Comitato provinciale e del Comitato locale di Palmanova si sono subito attivati per predisporre il trasporto.

La prima mattina nella tendopoli

Il team

Due i minibus allestiti dai volontari all’autoparco di via Brigata Re sul quale, poco dopo le 21, sono saliti due équipe+ di operatori. Oltre ai due conducenti, c’erano un medico, personale per il supporto psicologico e un interprete in grado di parlare cinque lingue.

I pulmini sono partiti alla volta di Ronchi scortati dalle volanti della questura.

Lo sbarco

Un arrivo programmato quando il traffico aereo ormai consentiva le operazioni di sbarco e di assegnazione alle diverse delegazioni in tutta sicurezza. Dopo l’arrivo degli ultimi due voli da Roma e Monaco infatti, non erano previsti altri convogli aerei.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) La tendopoli di Palmanova]]

All’aeroporto le associazioni delegate dalle diverse province sono entrate con i loro mezzi, accompagnati dagli agenti della Polizia di frontiera aerea all’interno della struttura aeroportuale, vicino alla pista di atterraggio.

L’appello

Dopo lo sbarco dei profughi, giunti come al solito senza alcun bagaglio al seguito con circa mezz’ora di ritardo, è stato organizzato all’interno dell’aeroporto un primo sommario smistamento, gli agenti della questura hanno suddiviso i migranti sulla base di alcuni elenchi nominativi abbinati alle quattro diverse destinazioni.

Una volta identificati, i migranti sono stati suddivisi in gruppi e fatti salire sui pullman, quindi sono partiti alla volta delle loro destinazioni finali. Una trentina, come anticipato, quelli destinati al centro di controllo sanitario allestito a Palmanova.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) «Non è una tendopoli e non interferisce con gli altri servizi»]]

Preparativi al campo

Nel frattempo, all’interno del Centro di accoglienza allestito all’esterno dell’ospedale di Palmanova presidiato dai carabinieri della locale compagnia coordinati dal capitano Maurizio Maiani, una quindicina di volontari si è mobilitato per predisporre il dormitorio che dispone di una quarantina di brandine, distribuendo coperte cuscini e tutto il necessario per garantire ai nuovi ospiti un ricovero per la notte.

Sono stati distribuiti anche vestiti e calzature.

La cena in mensa

Durante il trasferimento dall’aeroporto i volontari hanno offerto ai profughi come di consueto, bottiglie d’acqua, yogurt e biscotti, visto che molti di loro erano a digiuno.

Va ricordato infatti che sabato scorso è iniziato il mese di Ramadan che proseguirà fino al 27 luglio e che buona parte dei profughi sono di religione musulmana, quindi sono tenuti al digiuno, ma dopo il tramonto sono soliti consumare un abbondante pasto durante quello che viene chiamato l’iftar, un pranzo collettivo.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Profughi a Palmanova, minacce e insulti: tendopoli presidiata]]

Il presidio

Massima sorveglianza è stata garantita dalle forze dell’ordine per la vigilanza del presidio palmarino, specie dopo che le polemiche scoppiate in rete nei giorni scorsi e le numerose proteste giunte da più parti hanno scaldato gli animi di quanti vedono nell’arrivo degli immigrati una minaccia per la popolazione locale.

Nella mattinata di oggi cominceranno le operazioni di screening dei nuovi arrivati da parte del personale medico messo a disposizione dall’Azienda per i servizi sanitari 5 della Bassa friulana e della Croce rossa con le visite mediche e gli accertamenti. Ancora da definire la permanenza dei rifugiati a Palmanova.

Stando alle prime informazioni dovrebbero restare il tempo necessario per completare le verifiche sanitarie, al massimo quattro o cinque giorni, nell’attesa che venga definita la loro sistemazione finale.

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