Le fiamme distruggono un capannone

All’impresa edile Campeotto va in tilt il quadro elettrico del fotovoltaico. Gravi i danni e difficile il lavoro dei vigili del fuoco

TEOR. Fiamme alte e fumo denso. È quanto si sono trovati davanti i vigili del fuoco, intervenuti ieri mattina a Teor, dove il capannone di un’impresa edile stava bruciando. Quasi certamente, a scatenare l’incendio, il quadro elettrico dell’inverter che alimentava l’impianto fotovoltaico presente su buona parte della copertura.

Quasi 200 metri quadrati di pannelli fotovoltaici allestiti sul lato ovest del tetto del capannone, in parte danneggiati dalle fiamme.

Via Mazzon è una delle prime strade che si incontrano entrando a Teor, provenendo da Ronchis, poche case, quasi tutte abitate da parenti. La strada si conclude con il capannone che funge da deposito attrezzatura per l’impresa edile artigiana di Luigino Campeotto: è li che verso le 12.15 qualcuno ha notato le fiamme, che stavano intaccando la copertura in metallo, che sovrasta la struttura, tutta in cemento armato.

Viste le dimensioni del capannone sul posto sono arrivate ben sei squadre di Vigili del Fuoco, da Udine, Codroipo, Cervignano del Friuli e Latisana.

Oltre quattro ore di lavoro, per domare le fiamme e mettere in sicurezza la struttura. Dopo un primo intervento, tutto diretto a spegnere il fuoco, per riuscire ad accedere all’interno del capannone, i pompieri sono entrati nella struttura, verificando così che le fiamme erano riuscite ad avvolgere anche un banco da lavoro, distruggendo tutta l’attrezzatura che vi si trovava riposta.

Il lavoro dei vigili del fuoco è poi proseguito all’esterno, per la messa in sicurezza. In particolare, con l’ausilio dell’auto gru, i vigili del fuoco del comando provinciale di Udine, sono riusciti ad avvicinarsi alla copertura, per verificare di pannello in pannello i danni subiti dall’impianto fotovoltaico e l’eventuale presenza di focolai ancora attivi.

A metà pomeriggio il totale era ancora da quantificare, ma non è escluso che l’incendio abbia provocato danni per qualche decina di migliaia di euro. I primi rilievi confermerebbero invece la causa scatenante l’incendio: le fiamme sarebbero infatti partite nella zona di copertura dove si trovava il quadro elettrico, collegato all’inverter, ovvero all’impianto che consente di trasformare la tensione continua, prodotta dai pannelli fotovoltaici, in tensione alternata, per poter utilizzare la corrente in ambito domestico o per immettere sulla rete di distribuzione.

I tecnici hanno quindi escluso la causa dolosa, attribuendo piuttosto la stessa, a un corto circuito, o comunque a un mal funzionamento dell’impianto elettrico.

Una domenica di amarezza, per il titolare dell’impresa Campeotto e per io suoi familiari, tutti presenti in via Mazzon 7, ad assistere ammutoliti all’intervento dei pompieri e allo scempio compiuto dalle fiamme.

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