Lascia in eredità la villa per gli animali

In vendita a Sclaunicco la vasta proprietà che fu del dottor Vittorino Bellomo, destinata a una Fondazione

LESTIZZA. Un patrimonio milionario per il benessere animale: la villa Bellomo di Sclaunicco, di cui è proprietaria una fondazione che promuove la tutela dei pet, è in vendita (ma non è esclusa la possibilità di affittarla). Non una casa qualsiasi, la dimora della famiglia che per secoli signoreggiò sul paese.

L’ultimo proprietario, il dottor Vittorino Bellomo, mancato senza eredi, era stimato dai residenti per la filantropia ma anche per l’amore per gli animali, condiviso dalla prima moglie Anna Barbarisi e dalla seconda Renata Bobini. Ora il bene è di proprietà della “Fondazione Vittorino Bellomo per il bene degli animali”, che, non disponendo di adeguate risorse per la costosa manutenzione, vende. L’annuncio su Subito.it: «Vendesi villa padronale di interesse storico ambientale disposta su 6 piani e due ulteriori edifici (mq. 3.000), nonché parco secolare di mq. 5.800 con piscina, adiacente terreno agricolo di 3 ettari».

Vi sono racchiusi secoli di storia del paese. Quella dei Pagani, proprietari di consistenti beni rustici, che dopo una serie di trascorsi economici sfortunati negli anni ’60 furono ceduti ai coloni e alle famiglie di Sclaunicco. Il palazzo fu allora comprato da Bellomo, che lo ristrutturò.

La dimora ha perso così le caratteristiche originarie ma almeno si è conservata come abitazione gentilizia. Per molto tempo il portone è rimasto chiuso, poi hanno cominciato i donatori di sangue a essere ospitati per la partenza del corteo alla loro festa. Un concerto del Pic, in notturna tra gli alberi secolari del parco, è rimasto memorabile; poi, con il circolo La pipinate, serate teatrali per la Via di Natale.

Ci è rimasto male il paese a sentire che si vende, la villa era ormai un riferimento. Si sapeva che vi organizzava eventi una fondazione a tutela degli animali, ma non era noto che ne fosse la proprietaria. Ecco i passaggi: la prima moglie di Bellomo, Anna Barbarisi, ha lasciato in eredità la sua metà alla Fondazione (nata nel 2009, è retta da un cda formato da 3 esponenti dell’Enpa sezione di Udine, e 2 rappresentanti della famiglia). Alla morte del dottore, la fondazione si trova ora a possedere totalmente l’immobile, ma non la liquidità per la gestione (2 mila 300 euro solo l’Imu).

Così, tutto in vendita (anche per parti, compresi i mobili). La villa, con le sue sale ampie, si presta per eventi, come il convegno vegano promosso un anno fa; ideale farne la sede per residenza anziani o simili. Per chi ne vuole sapere di più: 3461860455. «La vendita non è per fini di lucro – spiega la presidente dell’Enpa Udine, Elena Riggi – ma per trasformare il bene in patrimonio che aiuti gli animali, come da disposizione testamentaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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