Bimbi in miniera per curare i problemi del respiro

Vacanza terapeutica a Cave del Predil per 50 piccoli pazienti Testimonial d’eccezione sarà Giorgio Di Centa

UDINE. Respirare semplice aria pulita come terapia. L’aria asettica e umida delle cave minerarie, infatti, sarà a disposizione di cinquanta bambini, per la maggior parte friulani, affetti da patologie respiratorie.

Il soggiorno in montagna, che viene organizzato da 13 anni tutte le estati dall’Alpi (Associazione allergie e pneumopatie infantili) di Udine, quest’anno si terrà a Fusine l’ultima settimana di agosto e ha una novità: la permanenza quotidiana dei bimbi e dei ragazzi all’interno delle ex miniere di Raibl, a Cave del Predil. Con un testimonial d’eccezione, lo sportivo asmatico Giorgio Di Centa.

Per tre-quattro ore al giorno i partecipanti alla vacanza terapeutica si recheranno nelle cave per respirare l’aria che c’è all’interno. In questo modo si sfrutteranno le particolarità climatiche di questo habitat, asettico e umido, privo di pollini e acari, indicato nel trattamento di malattie broncopolmonari asmatiche e cronico-ostruttive anche di origine allergica.

Una pratica, questa, comune nel centro Europa e che ora si sta diffondendo anche in Italia e il Friuli, come l’Alto Adige, si sta specializzando in tal senso. «All’interno delle miniere – riferisce il portavoce del progetto, il dottor Mario Canciani, responsabile del Servizio di allergo-pneumologia del Santa Maria della Misericordia e vicepresidente dell’Alpi – l’umidità è al 100% e quindi gli allergeni, come acari, pollini, e altri inquinanti si legano alle particelle d’acqua e cadono a terra oppure si attaccano alle pareti e non vengono respirati.

Inoltre, la temperatura nelle cave è bassa, attorno ai 9 gradi, per cui la differenza con quella dei bronchi (che è di 38º) è di una trentina di gradi e provoca un risucchio dell’acqua presente nei bronchi tipica di un’infiammazione. Svuotandosi dell’acqua, il diametro interno del bronco aumenta e l’aria passa più facilmente».

La differenza di temperatura tra le vie aeree e le miniere esercita un effetto antinfiammatorio: in pratica, lo stesso effetto che si ha con l’utilizzo di un vasodilatatore, soltanto che si ottiene in maniera naturale. «Siamo stati contattati – indica Canciani – dal centro climatico di Predoi, in Alto Adige, che ha una notevole esperienza nella speleoterapia. I colleghi ci hanno chiesto di compiere uno studio in sinergia». Un riconoscimento non da poco per l’Alpi.

Il “Progetto Fusine 2014” promuove un soggiorno montano per migliorare la salute di bambini e ragazzi con problemi respiratori. I cinquanta partecipanti saranno sottoposti a test medici (visita, spirometria, temperatura del respiro, ossido nitrico esalato, valutazione dei suoni polmonari) all’inizio e alla fine della vacanza, per valutarne le differenze.

E saranno analizzate le loro reazioni sotto sforzo, in condizioni di stress e di riposo, ma anche durante il sonno. Oltre alla speleoterapia, sarà privilegiata l’attività fisica – anche da chi soffre di patologie respiratorie può praticare sport – libera e programmata (escursioni naturalistiche e gite).

«Noi puntiamo sul self management – sottolinea il pediatra –, perciò i ragazzini sono istruiti a riconoscere da soli i sintomi ed eseguire la terapia. Puntiamo molto sull’attività fisica e anche quest’anno l’olimpionico Giorgio Di Centa, sofferente di asma, è stato invitato a raccontare, come gli altri anni, la sua emozionante esperienza». Insomma, una dimostrazione evidente di come anche chi soffre di una patologia respiratoria può dedicarsi a una attività sportiva, che fa bene alla salute.

Un’altra novità di quest’anno è lo studio del reflusso aereo, una specie di «eruttazione acida poco conosciuta e studiata, che sembra causare asma e che pare più frequente e dannosa del reflusso gastrico». Per registrare il fenomeno, non esistendo analisi in questo campo nei bambini, «abbiamo inventato un sistema particolare» conclude Canciani.

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