Aereo cade, giallo su un udinese. La moglie: non risponde da venerdì

Apprensione per Alberto Pericoli, guardia giurata da oltre 15 anni del Corpo vigili notturni. E da vent’anni fotoreporter per le principali riviste di aerei

UDINE. «Non lo sento da venerdì mattina. E sì, lui era là, a Brema. Ma spero tanto che non fosse su quell’aereo...» sospira con un fil di voce la moglie di Alberto Pericoli, l’udinese di 46 anni che secondo le autorità tedesche potrebbe essere rimasto vittima di un incidente aereo accaduto venerdì, uno schianto in cui hanno perso la vita due persone. Sul punto però, lo ribadiamo, non ci sono certezze.

La famiglia di Pericoli, tutti i suoi cari e i suoi colleghi confidano dunque negli accertamenti che stanno svolgendo i carabinieri della stazione di Udine. «Siamo stati contattati stamane - racconta Marcello Dereatti, amico di Pericoli sin dall’adolescenza e anche suo collega all’Istituto Corpo vigili notturni - dalle forze dell’ordine. Ci hanno chiesto qualche notizia, ma Alberto, in questo periodo è in ferie. Sappiamo, però, che è solito utilizzare parte dei suoi giorni liberi per seguire la sua grande passione che è quella di raccontare con parole e foto i grandi eventi legati al mondo degli aerei». Quando decide di girare il mondo per i suoi reportage ad alta quota «è impossibile fermarlo» ammette anche la sua consorte.

E ciò traspare anche dal suo sito in cui lui stesso ha scritto: «Aviation shot è il risultato dell’unione tra Alberto Pericoli e il mondo dell’aviazione. La mia passione è nata negli anni 70 quando mio padre mi portava alle manifestazioni aeree a Rivolto, (dove c’erano le Frecce tricolori) e ad Aviano. L’interesse per la fotografia, risale invece agli anni 90. È del 1993 il primo articolo per una rivista specializzata, “The Royal International Air Tattoo” e, da quel momento, le collaborazioni con le riviste di aerei italiani e stranieri si sono moltiplicate fino a raggiungere quota 350». L’anno scorso, dunque, Pericoli ha tagliato il traguardo dei suoi vent’anni di “attività”, tra il resoconto di un air show e un servizio fotografico realizzato durante la visita ad un museo o, ancora, gli scatti raccolti durante il volo con una pattuglia acrobatica, «sempre con un’inesauribile voglia di migliorare quanto fatto finora».

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