Aereo precipitato, ore d’ansia a Udine

Impossibile identificare i corpi che sono rimasti carbonizzati nel vasto incendio che è seguito all’impatto al suolo del velivolo storico a bordo del quale probabilmente c'era Alberto Pericoli. La famiglia si chiude nel silenzio

UDINE. Sono ore di angoscia quelle che stanno vivendo i familiari di Alberto Pericoli, la guardia giurata con la passione del volo che sarebbe rimasta coinvolta nel drammatico incidente di venerdì a Brema dove un piccolo aereo storico è precipitato schiantandosi su un magazzino pieni di pneumatici.

Il condizionale al momento è d’obbligo perché su quel velivolo era stata registrata la presenza di un’unica persona. Ma gli uomini a bordo erano due. E un testimone ha riferito che accanto al pilota c’era proprio Alberto Pericoli.

Impossibile però identificare i corpi che sono rimasti carbonizzati nel vasto incendio che è seguito all’impatto al suolo del velivolo storico. Ecco perché a casa Pericoli si continua a sperare. Anche se col passare delle ore le probabilità che non si tratti di Alberto diminuiscono. «Era a Brema sì, so che giovedì aveva fatto un volo» ha confermato la moglie che da venerdì non ha più avuto sue notizie.

La tragedia di Brema nei video amatoriali

Al telefono non risponde e così gli inquirenti sospettano che sul piccolo aereo storico ci fosse proprio Alberto. Ma potrebbe trattarsi anche di una coincidenza. Anche se ovviamente il fatto che la guardia giurata udinese di 46 anni non abbia più dato notizie di sé proprio da venerdì fa temere il peggio. Per avere la conferma ufficiale bisognerà però attendere il riscontro del Dna o la comparazione delle arcate dentarie.

Saranno le autorità tedesche che stanno indagando sull’accaduto a effettuare tutte le verifiche. I carabinieri della stazione di Udine coordinati dal maresciallo Rosario Capri sono in contatto continuo con la famiglia e con l’unità di crisi della Farnesina oltre che con il consolato di Hannover da dove però non sono arrivate notizie.

Domani il maresciallo si metterà in contatto direttamente anche con il consolato onorario di Brema. Nel frattempo tutti i familiari si sono stretti attorno alla moglie di Alberto, Licia Ceconello e alla figlia di 17 anni. Per tutta la giornata il telefono dell’appartamento di via Quarto dove vivono ha portato messaggi di solidarietà anche da parte di colleghi e amici che, come loro, continuano a sperare.

La grande passione di Alberto è sempre stata il volo e in modo particolare gli aerei storici che sapeva immortalare con immagini spettacolari, pubblicate non a caso in diverse riviste specializzate insieme ai suoi resoconti.

Tanto che sul web Alberto ha anche aperto il sito “Aviation shot”: l’ultimo post sul relativo profilo Facebook risale al 20 maggio scorso e racconta di un viaggio in Svezia, sempre per raccontare un’altra avventura ad alta quota.

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