Maxi-sconti sulla benzina L’offerta arriva via posta

Fa discutere la lettera inviata a privati e professionisti dalla Bank of Fuel La Confcommercio: «Le compagnie petrolifere non sono informate. Strano»

In questi giorni diversi cittadini e alcuni studi di professionisti stanno ricevendo lettere che pubblicizzano la possibilità di ottenere sconti fino al 40 per cento sul costo della benzina, di diesel, gpl e metano, attraverso l’acquisto di una carta carburante dal credito pre-pagato. A proporre l’allettante offerta commerciale è la Bank of Fuel, compagnia italiana con sede a Savona che, secondo il modello americano, riunisce un gruppo di imprenditori e “promette” ai propri clienti di poter accedere a prezzi vantaggiosi sui rifornimenti di carburante. Proposta senz’altro “stuzzicante” di questi tempi, forse troppo. E infatti pare che siano pochi quelli che si sono lasciati convincere e sul web si è scatenato un confronto per valutare la serietà dell’iniziativa. Si è immediatamente aperta una discussione che vede quasi tutti concordi nel ritenere improbabile la possibilità di ricevere sconti così generosi.

Come si legge sul sito internet di Bank of Fuel, a seconda della tipologia di carta, che funziona come una tradizionale carta di credito o bancomat, si avrebbe a disposizione un credito omaggio da spendere immediatamente in rifornimenti. Le opzioni sono quattro, partendo dalla carta basic, che con 99 euro permetterebbe di acquistare carburante per 140 euro, fino ad arrivare alla versione platinum, che per un costo di 299 euro ne offre 470 di buono. Si può aderire tramite bonifico bancario, carta di credito o bollettino postale, la carta viene recapitata al proprio indirizzo, gli ordini sono presi in carico dopo massimo due giorni e messi a disposizione una volta raccolte tutte le adesioni, entro il ventesimo giorno del mese. L’intero meccanismo dovrebbe funzionare sull’esempio dei gruppi di acquisto che negli Stati Uniti hanno riscosso un notevole successo: dopo aver riunito gli ordinativi, il gruppo procede all’acquisto collettivo dei prodotti. Ed è proprio sul fatto di dover anticipare il credito che molti – sui social – hanno iniziato a formulare ipotesi sulla mancanza di garanzie e la poca chiarezza in alcuni passaggi delle operazioni. In primis, il fatto che al numero telefonico indicato sulla pagina web dell’azienda non risponda mai nessun operatore durante le tre ore di apertura al pubblico del call center. Sempre secondo i commentatori «le agevolazioni sono troppo elevate» e potrebbe trattarsi di uno dei tanti casi, già verificatisi in passato, in cui venivano applicati «sconti sulla base delle prenotazioni dei nuovi aderenti all’iniziativa».

A rinforzare i dubbi dei consumatori, si aggiunge anche il vicepresidente nazionale e presidente regionale di Figisc Confcommercio Bruno Bearzi che non era a conoscenza di queste tipologie di tessere e ha confermato non siano mai state pubblicizzate tra gli operatori del settore. «Nessuno sa nulla – ha detto Bearzi – ho contattato la nostra segreteria nazionale e parlato con alcuni responsabili commerciali delle compagnie petrolifere e non hanno mai sentito parlare di questa iniziativa, mi sembra molto strano che proprio gli operatori non siano stati informati». Peraltro, a detta di Bearzi, uno sconto del genere «é impensabile», se si considera che «il 65% del prezzo del carburante sono tasse e il margine di guadagno lordo da parte dei distributori va di poco oltre l’1%».

Giulia Zanello

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