Monsignor Mazzocato fa appello alla carità

Da ricorrenza gioiosa, momento di ritrovo – arrivati da tutto il Friuli Venezia Giulia e oltre – e di speranza, a pagina triste: sul tradizionale pellegrinaggio diocesano a Castelmonte, ieri, è...

Da ricorrenza gioiosa, momento di ritrovo – arrivati da tutto il Friuli Venezia Giulia e oltre – e di speranza, a pagina triste: sul tradizionale pellegrinaggio diocesano a Castelmonte, ieri, è calata un’atmosfera greve. Anche se nel corso della celebrazione eucaristica non è stato fatto alcun riferimento alla morte del pellegrino colto da malore mentre saliva al santuario, nel piazzale ormai la voce si era sparsa e praticamente tutti sapevano.

E non a caso all’inzio della messa il santuario era ancora mezzo vuoto: la disgrazia ha indotto tanti a fermarsi sul luogo dell’incidente o, quanto meno, a rallentare la camminata, in attesa di notizie sulla sorte di Riccardo Ermacora, 64 anni. Così all’inizio della cerimonia, il grande parcheggio che ogni anno – a commemorazione della terribile pagina del terremoto del '76 e del successivo, sofferto, processo di ricostruzione – accoglie migliaia di fedeli si presentava ben meno affollato del consueto. Si è andato riempiendo con il passare dei minuti e, alla fine, oltre un migliaio di partecipanti ha ascoltato l’omelia dell’arcivescovo Mazzocato.

Monsignor Andrea Bruno Mazzocato si è rivolto ai devoti e alla comunità dei frati cappuccini di Madone di Mont (che con la liturgia di ieri ha concluso le commemorazioni dei cent’anni di presenza al santuario) con un appello alla «carità», anticipando il tema su cui si impernierà il nuovo anno pastorale.

«La nostra diocesi – ha detto l’arcivescovo – sta iniziando un altro cammino: dopo i dodici mesi intitolati alla fede e quelli dedicati alla speranza ci concentreremo sulla riscoperta della carità. Invochiamo la Vergine affinché la chiesa abbia un cuore infiammato dall’amore di Cristo: lo abbiano vescovi, sacerdoti, diaconi, sposi, giovani; lo abbia chi soccorre poveri e bisognosi. Se ci sarà questo ardore, dentro ognuno di noi, allora la gente si riavvicinerà alla fede». Monsignor Mazzocato ha invitato tutti ad essere “tabernacoli” dell’amore di Gesù e, insieme, come Maria anche “sorgenti”.

Omelia strettamente religiosa, quella proposta da monsignor Mazzocato (ulteriore differenza rispetto al passato) nella trentanovesima edizione del pellegrinaggio a Castelmonte: nessuna considerazione nella sfera del sociale, o in ambito politico. E mentre dal piazzale si levavano preghiere, forze dell’ordine e volontari della protezione civile cercavano di organizzare la complessa logistica del rientro: soltanto alle 18.30 la strada per Cividale, fino a quell’ora blindata proprio a causa del decesso del pensionato di Magnano in Riviera, è stata riaperta al traffico.

Lucia Aviani

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