Matrimoni gay presto possibili a Pordenone

Pedrotti: «Faremo la registrazione» ed è al lavoro con Udine e Trieste. Se ne è parlato alla festa dell’Unità. Arcigay ha consegnato la proposta di legge antiomofobia a Serracchiani

PORDENONE. Vuole andare avanti. E lo fa «cercando una linea comune con le amministrazione di Udine e di Trieste». Claudio Pedrotti vuole arrivare alla registrazione del matrimonio gay anche a Pordenone. Una registrazione – a chiederlo per ora la coppia Furlan-Wright sposata in Sudafrica – che non darà diritti ai coniugi ma riconoscerà il loro essere coppia.

L’incontro. Il sindaco l’ha detto a margine dell’incontro, ospitato dalla festa dell’Unità di Villanova, sul tema “La sfida dei diritti” con Giacomo Deperu, presidente di Arcigay Friuli, Maria Antonia Pili, avvocatessa alla ribalta per il primo caso di step child adoption in Italia, Sergio Lo Giudice, senatore Pd (e già presidente nazionale di Arcigay), Marco Cucchini, docente di diritto pubblico comparato.

Legge e diritti. Star della serata – o “soubrette” per dirla simpaticamente con Deperu – è stata l’avvocatessa Pili che, nel raccontare il primo caso di step child adoption ha espresso la preoccupazione «che la legge dell’83 venga cambiata per fare una norma sulla step child adoption che rischia di essere peggiorativa».

Le norme che ci sono «bastano» è la tesi, sia per i matrimoni – «la Costituzione parla di coniugi e non di marito e moglie» ha aggiunto Deperu – che per le adozioni , che per il cambio di sesso: «Quello che serve è applicarle in modo davvero laico» ha rimarcato Pili «perché la società è pronta per questo, è la politica che non lo è».

E in casa Fvg Arcigay ha predisposto una proposta di legge antiomofobia che ieri sera Deperu ha consegnato a Serracchiani.

Di proposte di legge ce ne sono diverse, lo stesso Lo Giudice ha spiegato quelle che giacciono a sua firma, «ma l’azione del Parlamento è venuta meno rispetto a quella del governo e questo non aiuta».

La polemica. Interessante la pungolatura lanciata da Cucchini: «Quando i due terzi del bilancio di Arcigay nazionale – ndr Deperu ha spiegato che a livello regionale non è così – è dovuto a fondi pubblici e i dirigenti del movimento vengono reclutati dai partiti, si crea un’eccessiva collateralità che indebolisce le battaglie del movimento».

Articolata la risposta di Lo Giudice che ha spiegato come l’entrata nei partiti sia stata, in passato, l’unico modo per gli esponenti di portare avanti le battaglie, ma come oggi quel rapporto sia mutato. Quanto ai fondi «solo con la possibilità recente di partecipare a bandi specifici sono aumentati».

Ospedale. Serracchiani – in veste informale con marito a seguito e tante richieste di foto ricordo – ha parlato di sanità, cultura e impresa.

Ha assicurato che «i fondi per l’ospedale di Pordenone ci sono» e che lo vuole finito prima del termine del suo mandato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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