Appello da Prato Carnico: no alle centraline

Odg del Consiglio comunale alla Regione affinchè fermi le concessioni in attesa del piano energetico

PRATO CARNICO. Il Consiglio comunale di Prato carnico sulle richieste di nuove centraline idroelettriche lancia un appello alla Regione: sospenda il rilascio di concessioni nella montagna friulana fino a che non avrà approvato il Piano energetico regionale, in cui coinvolga davvero i Comuni e tenga conto anche della loro progettualità. Un progetto turistico su cui una comunità investe, ad esempio, può essere penalizzato se i corsi d'acqua sono sempre più simili a pietraie.

Per questo gli Stati generali della Montagna, si invoca, rappresentino una prima occasione per sviscerare anche questa questione, non più rinviabile. «La situazione già oggi è ipercritica - rileva il vicesindaco, Erica Gonan o- e più avanti si va con le concessioni, senza una corretta pianificazione, senza una visione d'insieme, e peggio è. Bisogna intervenire». I

l Consiglio comunale mercoledì ha approvato all’unanimità l'odg rivolto alla governatrice, Debora Serracchiani, e all’assessore regionale Sara Vito. Il sindaco, Verio Solari, lo ha trasmesso ai Comuni dell’Alto Friuli e della montagna pordenonese perché si uniscano con forza all’appello. Il proliferare di centraline idroelettriche sul territorio appare infatti sempre più fuori controllo.

Ogni progetto viene valutato a sé, senza una visione d'insieme: non c'è infatti un Piano energetico regionale che stabilisca se ci sono e dove margini per nuovi impianti. Il Consiglio comunale ricorda la direttiva europea a tutela della risorsa acqua, di un utilizzo idrico sostenibile e di una partecipazione dei cittadini a tali scelte. La montagna friulana, rammenta il Consiglio, «è già ora fortemente creditrice perché produce molta più energia di quanta ne consuma senza peraltro avere un ritorno diretto in termini di abbattimento dei costi energetici per i cittadini e le imprese ivi insediate».

Spetta alla Regione il rilascio delle concessioni. Il Piano regionale di Tutela delle acque, approvato in via preliminare a fine 2012, sulle percentuali dei corsi d’acqua sottesi da impianti idroelettrici evidenziava l’incidenza di tali manufatti sul territorio: fiume Tagliamento 43%, Fiume Meduna 83%, torrente Cellina 64%, Fiume Fella 43%, Torrente Degano 72%,Torrente But 41%,Torrente Chiarsò 44%, Torrente Lumiei 66%, Torrente Cimoliana 43%, Torrente Pesarina 48%, Torrente Pontebbana 54%, Torrente Miozza 55%

In Val Pesarina oggi sono già attive 6 centraline, 2 sono in costruzione, 2 sono le nuove richieste e un'altra a buon punto. A gennaio il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, su ricorso di un privato, aveva dato torto al Comune che con una variante aveva cercato di porre dei freni: non era compito suo, per il tribunale, ma della programmazione regionale. Piano che però ancora manca.

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